E la furia del vento travolge nella notte la costa di Melendugno
Il crollo costiero che ha travolto l’Arco di Sant’Andrea, uno dei punti più iconici della litoranea di Melendugno, segna una ferita profonda per il territorio salentino. Nella notte, dopo giorni di piogge torrenziali e raffiche di vento che hanno martellato la costa, la struttura naturale conosciuta come arco dell’amore si è sgretolata, cedendo al mare che da tempo ne erodeva la base.
Il simbolo del Salento cede sotto la pressione del maltempo
La falesia, un tempo collegata alla scogliera da un ponte naturale, era già da anni esposta a infiltrazioni e mareggiate sempre più violente. L’ultimo fronte di maltempo, con precipitazioni simili a una grandinata e fulmini che hanno illuminato la zona tra Sant’Andrea e Torre dell’Orso, ha dato il colpo finale a un equilibrio geologico ormai fragile.
Il sindaco di Melendugno, Maurizio Cisternino, ha definito l’accaduto “un colpo durissimo”, sottolineando come la perdita dell’arco rappresenti non solo un danno paesaggistico, ma anche un trauma identitario per una comunità che ha costruito parte della propria immagine turistica su quel panorama.
Un territorio fragile che chiede protezione
Il crollo non arriva come un evento isolato, ma come l’ennesimo segnale della vulnerabilità delle coste pugliesi. L’erosione marina, accelerata da fenomeni meteorologici sempre più intensi, sta ridisegnando tratti di litorale un tempo considerati stabili. Gli esperti locali avevano già segnalato criticità nella zona, dove l’acqua si infiltra da anni nelle cavità della roccia calcarea, indebolendone la struttura. Le ultime mareggiate hanno completato un processo lento ma inesorabile, che ora impone nuove riflessioni sulla tutela del patrimonio naturale.
A Fiumicino l’allarme rientra, ma resta la preoccupazione
Mentre il Salento fa i conti con la perdita del suo arco naturale, a Fiumicino la situazione meteorologica mostra segnali di miglioramento. Il sindaco Mario Baccini ha confermato che l’emergenza è rientrata dopo la violenta mareggiata che aveva allagato via Passo della Sentinella, costringendo all’evacuazione circa cinquanta nuclei familiari. Cinque famiglie restano temporaneamente fuori dalle proprie abitazioni, ospitate in strutture ricettive e assistite dai servizi sociali, in attesa che le verifiche di agibilità consentano il rientro.
Baccini ha però ribadito che l’area colpita è una zona di golena, dunque intrinsecamente esposta ai fenomeni estremi. Pur avendo gestito l’emergenza, il primo cittadino sottolinea la necessità di una soluzione strutturale, ricordando come da due anni sia in corso un confronto con residenti e Regione per garantire condizioni di vita più sicure.
Un’Italia costiera sempre più sotto pressione
Gli eventi di Melendugno e Fiumicino, pur diversi per natura e impatto, raccontano una stessa storia: la crescente fragilità delle coste italiane di fronte a un clima che cambia e a fenomeni atmosferici sempre più aggressivi. Il crollo dell’Arco di Sant’Andrea diventa così il simbolo di un equilibrio che si spezza, mentre le comunità costiere si trovano a fronteggiare emergenze sempre più frequenti, tra danni materiali, evacuazioni e perdita di beni naturali che rappresentano identità, memoria e attrattività turistica.


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