L’alta pressione molla la presa sulla città di Cagliari
Maltempo pronto a colpire le isole maggiori dopo un lungo periodo di siccità e stabilità atmosferica. Da oltre dieci giorni, la penisola italiana è protetta da un robusto scudo anticiclonico che ha garantito cieli sereni e assenza totale di precipitazioni, una condizione che non si registrava con tale persistenza dall’inizio del mese di dicembre. Tuttavia, la configurazione barica sta per subire un mutamento significativo proprio in coincidenza con venerdì 6 marzo. Un vortice ciclonico, attualmente posizionato tra la penisola iberica e il Nord Africa, riuscirà a scalfire il bordo occidentale del promontorio subtropicale, portando una fase di severa instabilità meteorologica.
Il cedimento dell’anticiclone e l’arrivo del ciclone iberico
L’imponente campo di alta pressione che ha dominato il Mediterraneo centrale sin dal 23 febbraio inizierà a mostrare i primi segnali di logoramento. Questa struttura nordafricana, pur avendo esteso la sua influenza fino al cuore dell’Europa, si troverà vulnerabile all’avanzata di una perturbazione proveniente da ovest. Il ciclone in risalita dal Portogallo e dalla Spagna attraverserà il tratto di mare che separa le Baleari dalle coste italiane, ricaricandosi di umidità e calore. Di conseguenza, l’incontro tra masse d’aria diverse favorirà lo sviluppo di sistemi temporaleschi particolarmente violenti, capaci di scaricare grandi quantità d’acqua in tempi estremamente ridotti.
Nubifragi e accumuli di pioggia record a Cagliari
Le previsioni indicano che la fase più acuta dei fenomeni si concentrerà nella giornata di venerdì, colpendo in modo diretto la Sardegna. Le correnti meridionali cariche di energia interagiranno con l’orografia locale, innescando temporali stazionari o autorigeneranti. I territori più esposti saranno l’Ogliastra e l’area metropolitana di Cagliari, dove si stimano accumuli pluviometrici che potrebbero superare i 100 millimetri nell’arco di sole ventiquattro ore. Queste precipitazioni saranno accompagnate da frequenti fulminazioni, grandinate di medie dimensioni e improvvise raffiche di vento discendenti, configurando uno scenario di potenziale criticità idrogeologica per l’intera isola.
Estensione dell’instabilità verso il territorio siciliano
A partire dalla serata di venerdì e per gran parte della giornata di sabato 7 marzo, il fronte instabile si sposterà progressivamente verso la Sicilia. Anche qui si attende il ritorno della pioggia sotto forma di rovesci intensi, che metteranno fine a una serie di settimane caratterizzate da un clima quasi primaverile. Sebbene la perturbazione appaia meno strutturata rispetto al passaggio sardo, non si escludono locali nubifragi lungo le coste meridionali e occidentali dell’isola. Successivamente, il vortice tenderà a colmarsi, ma lascerà dietro di sé un abbassamento delle temperature e un aumento della ventilazione nei bacini circostanti.
Resistenza dell’alta pressione sul resto della penisola
Mentre le isole maggiori affronteranno questa ondata di maltempo, il resto d’Italia rimarrà in una bolla di stabilità. L’anticiclone subtropicale, nonostante il parziale cedimento, continuerà infatti a fare da scudo sulle regioni centrali e settentrionali, impedendo alle nubi di avanzare verso l’interno. Su questi settori le temperature resteranno gradevoli e al di sopra della media del periodo, confermando una spiccata anomalia climatica. Soltanto nei giorni successivi si potrà valutare se questo varco aperto dal ciclone iberico sarà il preludio a una stagione più dinamica o se si tratterà semplicemente di una breve parentesi in un contesto dominato dalla staticità meteorologica.

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