Influenza, casi in impennata e il ceppo K prende il comando

Influenza, casi in impennata e il ceppo K prende il comando

Contagi in forte crescita, Iss rassicura su gravità e vaccini

La diffusione dell’influenza continua a intensificarsi, con una crescita che nell’ultima settimana ha assunto un ritmo ancora più marcato. Secondo il sistema di monitoraggio RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, i nuovi casi di sindromi respiratorie acute hanno superato quota 816 mila, un incremento vicino alle centomila unità rispetto ai sette giorni precedenti. Una parte consistente delle infezioni è attribuibile ai virus influenzali e, all’interno di questo gruppo, il ceppo K del virus A/H3N2 ha ormai assunto un ruolo predominante, diventando il principale responsabile della circolazione stagionale.

L’Iss, analizzando i dati epidemiologici raccolti dall’Osservatorio per la sorveglianza delle malattie respiratorie, sottolinea che il nuovo ceppo presenta un vantaggio evolutivo che ne favorisce la trasmissione, ma non emergono segnali di un aggravamento del quadro clinico. Le prime valutazioni indicano inoltre che i vaccini attualmente disponibili continuano a offrire protezione contro le forme che richiedono il ricovero, pur non essendo ancora possibile definire con precisione l’efficacia sulle manifestazioni più comuni della malattia.

La fascia d’età più colpita resta quella dei bambini sotto i quattro anni, dove l’incidenza raggiunge 42 casi ogni mille, un valore triplo rispetto alla media nazionale, che si attesta a 14,7. La pressione cresce anche sul territorio: in Sardegna e Campania la curva ha subito un’accelerazione improvvisa, con un passaggio in pochi giorni da livelli bassi o medi a un’intensità classificata come molto alta, il massimo previsto dalle scale di valutazione. Anche la Sicilia registra un livello elevato, con 17,61 casi ogni mille abitanti.

Il quadro complessivo conferma una stagione influenzale particolarmente dinamica, sostenuta da un virus che si diffonde con rapidità ma che, secondo le analisi disponibili, non presenta caratteristiche tali da modificare la gravità clinica osservata negli anni precedenti. L’attenzione resta comunque alta, soprattutto nelle regioni dove la crescita dei contagi è stata più brusca e nelle fasce di popolazione più vulnerabili, mentre prosegue il monitoraggio per valutare l’evoluzione del ceppo K e l’impatto delle campagne vaccinali in corso.

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