Hormuz riaccende la crisi con nuovo attacco contro petroliera

Hormuz riaccende la crisi con nuovo attacco contro petroliera

Tensione crescente nello Stretto mentre da Teheran arrivano minacce

Lo Stretto di Hormuz torna a essere il punto più caldo del Medio Oriente dopo la decisione iraniana di ripristinare il blocco navale e l’attacco contro una petroliera indiana in transito. La chiusura, annunciata dalle autorità di Teheran, è stata motivata come risposta diretta al divieto imposto dagli Stati Uniti sul traffico verso i porti iraniani, giudicato una violazione degli impegni presi da Washington. Il messaggio diffuso dalla televisione di Stato ha ribadito che ogni movimento nella zona sarà controllato con rigidità finché non verrà ristabilita la piena libertà di navigazione.

Motovedette iraniane aprono il fuoco sulla petroliera

Poche ore dopo l’annuncio, due motovedette dei Pasdaran hanno intercettato una petroliera indiana a circa venti miglia dall’Oman. Secondo i centri di monitoraggio britannici, l’avvicinamento è avvenuto senza alcun preavviso radio e si è concluso con colpi diretti contro lo scafo. Il comandante dell’unità ha confermato che l’equipaggio è rimasto illeso e che la nave ha potuto proseguire, mentre le autorità internazionali hanno avviato le verifiche sull’accaduto.

Khamenei rilancia la sfida agli Stati Uniti

In parallelo, canali iraniani hanno diffuso una dichiarazione attribuita alla Guida Suprema Mojtaba Khamenei, che ha elogiato la marina di Teheran definendola pronta a infliggere “nuove sconfitte” ai nemici. Il messaggio, rilanciato mentre le tensioni crescono, ha alimentato ulteriore incertezza sul futuro dei colloqui diplomatici.

Dialogo fermo e navi respinte dal blocco statunitense

Il viceministro degli Esteri Saeed Khatibzadeh ha spiegato che non esiste ancora un quadro condiviso per fissare un nuovo incontro con gli Stati Uniti. Washington, intanto, ha reso noto che ventuno navi sono state costrette a invertire la rotta dall’inizio del blocco, segnale di una pressione crescente nel cuore delle rotte energetiche mondiali.

IL GIORNALE DELLA SERA

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