Riunione solenne a Rimini tra tradizione e impegno
“Proseguiamo nella costruzione” è il tema scelto per la Gran Loggia 2026 del Grande Oriente d’Italia, in programma il 6 e 7 marzo al Palacongressi. Non uno slogan formale, ma una linea d’azione. Un richiamo diretto alla responsabilità individuale e collettiva. Un invito a rafforzare l’impegno verso un progetto condiviso fondato su principi etici, visione comune e senso del dovere.
L’appuntamento rappresenta il momento più solenne della Comunione massonica del Goi. Due giornate di lavori dedicate al confronto, alla riflessione e alla definizione delle prospettive future. L’obiettivo dichiarato è dare continuità a un percorso che unisce memoria storica e azione concreta.
Il significato del costruire
Costruire, nella tradizione massonica, significa prima di tutto lavorare su se stessi. È un percorso di miglioramento personale che si riflette sul contesto collettivo. L’idea affonda le radici nelle corporazioni dei muratori medievali. Ogni pietra collocata nelle grandi cattedrali era simbolo di conoscenza, disciplina e trasmissione del sapere.
Squadra e compasso, strumenti del mestiere, assumono un valore simbolico. Rappresentano misura, equilibrio, rigore morale. Indicazioni che guidano l’iniziato nel proprio cammino interiore. Il perfezionamento individuale diventa così la base per contribuire al progresso dell’Umanità.
Un’opera collettiva
Il lavoro massonico prosegue lungo questa direttrice. Ogni Fratello partecipa alla costruzione di un’opera simbolica e condivisa. Crescita morale, consapevolezza, responsabilità civile. L’edificazione del “tempio interiore” non è un concetto astratto. Si traduce nelle scelte quotidiane, nel dialogo, nella coerenza tra principi e azioni.
La Gran Loggia è il luogo in cui questo percorso si rende visibile. Si incontrano Maestri Venerabili, delegati delle officine, Grandi Ufficiali, Questori, Garanti di Amicizia, Presidenti circoscrizionali, membri della Corte Centrale e Ispettori. Una platea ampia. Un momento di sintesi.
Tradizione e contemporaneità
L’assise nazionale non si limita agli aspetti istituzionali. È uno spazio di confronto tra passato e presente. La memoria della tradizione dialoga con le sfide attuali. Libertà, solidarietà, responsabilità, impegno morale e ricerca della verità restano i pilastri dichiarati.
Ogni intervento, ogni rito, ogni gesto assume un valore simbolico. Il legame con l’eredità medievale non è nostalgia, ma continuità. Il compasso e la squadra tornano come metafore operative. Guidano verso scelte ponderate e comportamenti coerenti nella società contemporanea.
Un messaggio di continuità
“Proseguiamo nella costruzione” diventa così un impegno pubblico. Non un traguardo, ma un processo. La comunità del Grande Oriente d’Italia si ritrova a Rimini per rafforzare un’identità comune e definire nuove traiettorie di lavoro.
La Gran Loggia 2026 si presenta come un passaggio cruciale. Consolidare i valori. Rinnovare la visione. Tradurre i principi in azione concreta. Con l’idea che ogni percorso individuale contribuisca alla costruzione di un orizzonte collettivo più saldo e consapevole.

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