Gelo estremo sul Montefeltro per Serravalle del Chienti è la galaverna

Gelo estremo sul Montefeltro per Serravalle del Chienti è la galaverna

Nevicate record e gelo artico nel cuore di Serravalle del Chienti

Le immagini catturate l’8 gennaio 2026 dal Rifugio Corsini, sul Monte Nerone, restituiscono un quadro che richiama i paesaggi nordici: distese innevate senza interruzioni, un bianco compatto che avvolge il Montefeltro e buona parte dell’Appennino centro-settentrionale. Le precipitazioni degli ultimi due giorni hanno trasformato l’area in un ambiente quasi artico, con accumuli diffusi e una luminosità lattiginosa che amplifica la sensazione di trovarsi ben oltre le latitudini italiane.

Il quadro termico registrato nelle Marche conferma la portata dell’ondata di freddo. Le minime hanno toccato valori particolarmente severi: -9°C a Cantiano, -10°C tra Monte Nerone e Pioraco, -11°C ad Apecchio, Visso e Monte Carpegna, fino ai -12°C di Monte Prata.

Ma è Serravalle del Chienti a imporsi come uno dei poli più gelidi d’Italia, con un impressionante -18,2°C, valore che colloca la località tra le più fredde dell’intera penisola nella giornata dell’8 gennaio.

Il confronto con le principali stazioni alpine evidenzia la straordinarietà del dato marchigiano: nello stesso giorno si sono registrati -11°C a Cortina d’Ampezzo, -12°C ad Arabba, -16°C a Corvara in Val Badia e -17°C a Monguelfo, in Val Pusteria. Per trovare un valore analogo a quello di Serravalle del Chienti occorre spingersi fino a Sesto Pusteria, dove la Val Fiscalina, a 1322 metri, ha toccato -18,8°C sotto le Dolomiti di Sesto.

La diffusione delle immagini e dei dati è resa possibile dal progetto “webcam live & timelapse – #overtheclouds”, sviluppato da Scenari Digitali srl, realtà umbra attiva nel settore dell’information technology.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di monitorare l’evoluzione del paesaggio montano, documentare i fenomeni atmosferici e, al tempo stesso, valorizzare il territorio attraverso contenuti emozionali e strumenti di comunicazione innovativi.

Le webcam installate permettono la produzione automatizzata di timelapse giornalieri e la trasmissione in diretta streaming, offrendo una finestra costante sulle condizioni meteo e sulle trasformazioni del paesaggio.

Il progetto si sostiene grazie alla collaborazione tra enti pubblici, soggetti privati e campagne di crowdfunding, e oggi può contare su una rete di oltre 40 postazioni attive in Italia: dal comprensorio di Passo Lanciano–Majelletta al Museo Nazionale della Montagna di Torino, dalla vetta del Monte Rosa al rifugio Locatelli, ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo.

In queste ore, le immagini provenienti dal Monte Nerone e dall’area del Montefeltro assumono un valore ancora più significativo: documentano un episodio di gelo estremo che ha trasformato Serravalle del Chienti in uno dei punti più freddi del Paese, offrendo uno scenario che, per intensità e suggestione, richiama le atmosfere della Lapponia.

Cos’è la galaverna
La galaverna è un deposito di ghiaccio bianco e opaco che si forma quando minuscole goccioline d’acqua presenti nella nebbia si congelano appena toccano superfici molto fredde, come: rami, fili d’erba, recinzioni, cavi elettrici, tettim antenne,

È un fenomeno tipico delle zone montane o collinari, soprattutto quando c’è nebbia gelata e temperature tra 0°C e –5°C.

Come si forma
La galaverna nasce da un processo chiamato brinamento per congelamento:

Nell’aria c’è nebbia composta da microgocce d’acqua sopraffuse (cioè liquide anche sotto zero).

Le superfici sono più fredde dell’aria.

Quando le goccioline toccano la superficie, congelano all’istante. Il ghiaccio cresce rapidamente, creando piume, aghi o scaglie molto scenografiche. Il risultato è un paesaggio che sembra di cristallo, con alberi e oggetti ricoperti da un manto bianco molto spesso e soffice.

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