Crans-Montana scuote le indagini: video e rientro della 15enne

Crans-Montana scuote le indagini: video e rientro della 15enne

 La giovane ferita nel rogo torna finalmente a Torino in cura

CRANS-MONTANA, 26-02-2025 – Svolta drammatica e carica di nuovi elementi probatori nell’inchiesta sulla tragedia che ha sconvolto la nota località sciistica svizzera durante i festeggiamenti di Capodanno. Un documento filmato inedito, catturato pochi giorni prima della strage, è stato depositato agli atti del fascicolo istruito dalla Procura di Roma. Il video immortala una serata all’interno del bar “Le Constellation”, dove si notano distintamente numerosi minorenni intenti a consumare bevande alcoliche in un ambiente estremamente affollato. Le immagini non si limitano a documentare la presenza dei giovani, ma offrono agli inquirenti una panoramica preziosa sullo stato strutturale del locale prima che venisse devastato dalle fiamme. Questo materiale, consegnato da un amico di una delle vittime, sarà incrociato con i dati digitali già estratti dagli smartphone sequestrati per delineare un quadro preciso delle responsabilità.

Le indagini della Procura e la missione in Svizzera

Il lavoro dei magistrati di Piazzale Clodio prosegue senza sosta sotto la guida del procuratore capo Francesco Lo Voi, affiancato dall’aggiunto Giovanni Conzo e dal pm Stefano Opilio. L’ipotesi di reato è pesantissima: si procede per disastro colposo, omicidio plurimo colposo, incendio doloso e lesioni gravissime. Le aggravanti contestate riguardano la palese violazione delle norme antinfortunistiche, elemento che trova conferma nei racconti dei sopravvissuti. Le testimonianze raccolte finora descrivono uno scenario di puro terrore: uscite di emergenza bloccate, fiamme che si propagano con una velocità innaturale e una calca disperata verso la salvezza. Per completare il puzzle investigativo, tra il 23 e il 27 marzo, i pubblici ministeri romani torneranno in terra elvetica, a Sion, per analizzare e acquisire formalmente i fascicoli raccolti dalle autorità locali.

Il ritorno di Elsa e la speranza clinica a Torino

Mentre la macchina della giustizia cerca di fare luce sulle colpe umane, una notizia carica di umanità arriva dal fronte sanitario. Elsa, la quindicenne originaria di Biella che ha lottato tra la vita e la morte in un letto d’ospedale a Zurigo, è finalmente rientrata in Italia. La giovane è stata presa in carico dai sanitari della Protezione Civile piemontese e trasportata d’urgenza verso il Centro grandi ustionati del Cto di Torino. Il trasferimento rappresenta un momento cruciale nel suo percorso di guarigione, sancendo il superamento della fase critica e acuta. Nonostante Elsa respiri autonomamente da lunedì scorso, il quadro clinico rimane di estrema delicatezza a causa della profondità delle lesioni riportate e della necessità di ulteriori, complessi interventi di chirurgia plastica e ricostruttiva.

Un percorso di guarigione lungo e complesso

Massimo Navissano, direttore dell’eccellenza torinese che ospita la ragazza, ha chiarito che la strada verso il recupero sarà ancora molto tortuosa. Il coordinamento tra le équipe anestesiologiche e i chirurghi plastici svizzeri e italiani è stato costante per garantire la stabilità della paziente durante il viaggio. La direzione sanitaria ha inoltre richiesto il massimo riserbo per tutelare la privacy della minorenne e della sua famiglia in questo momento di estrema fragilità. Il padre della giovane, Lorenzo, ha descritto questo rientro come il primo raggio di sole dopo settimane di buio pesto, sottolineando quanto sia fondamentale, per il morale di Elsa e dei suoi cari, poter affrontare il resto delle cure in un ambiente familiare e nel proprio Paese.

La sicurezza dei locali e i racconti dei testimoni

L’inchiesta punta ora a verificare se il sovraffollamento e la somministrazione di alcol ai minori, evidenziati dal nuovo video, abbiano contribuito a rendere meno lucida e ordinata l’evacuazione durante l’incendio. Le dichiarazioni dei ragazzi italiani feriti sono sovrapponibili e puntano il dito contro una gestione della sicurezza che sarebbe stata ampiamente deficitaria. I genitori dei giovani coinvolti, molti dei quali accorsi sul luogo del rogo per prestare i primi soccorsi, saranno presto ascoltati dai pm capitolini per fornire ulteriori dettagli su quanto visto quella notte e nei giorni precedenti. La ricerca della verità su quanto accaduto a Crans-Montana è solo all’inizio, ma il ritorno a casa di Elsa segna una vittoria della vita sulla tragedia.

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