Operazione dei Carabinieri contro traffico di cocaina
Blitz dei Arma dei Carabinieri nelle prime ore della mattina nell’ambito dell’operazione denominata “Coca Delivery”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di L’Aquila.
I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di L’Aquila, supportati da reparti specializzati e dai comandi territoriali competenti, hanno eseguito un’ordinanza di misure cautelari emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale aquilano nei confronti di appartenenti a tre distinti gruppi criminali.
Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti e detenzione di droga in concorso.
Indagini partite dopo arresti per spaccio
L’attività investigativa è stata avviata nel gennaio 2025 dopo alcuni arresti in flagranza per episodi di spaccio. Le indagini sono state sviluppate dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile con il supporto delle Stazioni di Sassa e Montereale.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i gruppi avrebbero messo in piedi un sistema organizzato per la gestione del traffico di cocaina nel capoluogo abruzzese e nei comuni limitrofi, adottando modalità operative studiate per limitare il rischio di interventi da parte delle forze dell’ordine.
Gli accertamenti hanno consentito di retrodatare al 2022 l’attività associativa contestata, delineando l’esistenza di tre organizzazioni considerate autonome ma operative in modo coordinato sul territorio.
Reclutamenti dall’Albania e rete logistica
Secondo l’ipotesi investigativa, i vertici dell’organizzazione avrebbero reclutato giovani cittadini stranieri, in particolare provenienti dall’Albania, facendoli arrivare in Italia con visti turistici.
Agli stessi sarebbero stati forniti appartamenti, automobili a noleggio, telefoni cellulari e schede telefoniche per gestire la vendita al dettaglio della cocaina nelle aree interessate dall’indagine.
Gli investigatori ritengono che l’organizzazione puntasse anche sulla mancanza di precedenti penali dei corrieri e degli addetti allo spaccio. In alcuni casi, dopo eventuali arresti o controlli, gli indagati avrebbero lasciato rapidamente il territorio nazionale facendo ritorno nel Paese d’origine.
Sedici arresti e oltre tremila dosi documentate
Nel corso delle indagini i militari dell’Arma dei Carabinieri hanno effettuato 16 arresti in flagranza di reato per detenzione, trasporto, cessione e vendita di sostanze stupefacenti.
Complessivamente è stato sequestrato circa un chilogrammo di cocaina. Gli investigatori hanno inoltre quantificato un volume d’affari di circa 125 mila euro, collegato alla presunta vendita di oltre 3.200 dosi di stupefacente.
Più di cento persone sono state segnalate alle Prefetture come assuntori di sostanze stupefacenti.
Misure cautelari e indagini ancora aperte
Al termine dell’inchiesta sono stati contestati 135 capi d’imputazione nei confronti di 40 indagati. Le misure cautelari sono state eseguite nei confronti dei soggetti rintracciati sul territorio nazionale, mentre proseguono le procedure per l’esecuzione dei provvedimenti nei confronti delle persone individuate all’estero.
All’operazione hanno preso parte anche il 16° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Rieti, le unità cinofile del Nucleo di Chieti e le Squadre di Intervento Operativo dell’8° Reggimento “Lazio” e del 10° Reggimento “Campania”.

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