Operazione Domino, 12 arresti per euro falsi online e crypto
Napoli, 25 maggio 2026 – Con l’operazione “Domino”, coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli, i Carabinieri del Comando Antifalsificazione Monetaria – Sezione Criptovalute hanno eseguito un’ordinanza di misure cautelari personali e reali nei confronti di 12 persone. I destinatari del provvedimento sono gravemente indiziati di associazione per delinquere finalizzata all’acquisto e alla distribuzione transnazionale di ingenti quantitativi di banconote false, nonché di autoriciclaggio dei relativi proventi. I militari sono stati supportati dalle articolazioni territoriali dell’Arma, con un dispositivo operativo esteso e coordinato. Le misure eseguite comprendono tre custodie cautelari in carcere, cinque arresti domiciliari, due obblighi di dimora nel comune di residenza e due obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria. Si tratta di un quadro cautelare articolato, che fotografa la struttura di un sodalizio organizzato, dotato di ruoli distinti e di una chiara ripartizione delle funzioni operative.
L’indagine, avviata nel luglio 2022 e proseguita fino al 2026, ha consentito di ricostruire un modello criminale fondato sull’uso combinato di strumenti digitali e tecniche logistiche evolute. Pur mantenendo il proprio baricentro nei Quartieri Spagnoli di Napoli, il gruppo si avvaleva del canale Telegram criptato denominato “ELREAL SHOP” per pubblicizzare e vendere banconote false in Italia e all’estero. Le banconote, di vari tagli – in particolare 20, 50 e 100 euro – venivano offerte a una platea di acquirenti raggiunta attraverso il social network. I pagamenti erano accettati esclusivamente in Bitcoin, sfruttando la tecnologia blockchain per rendere più complessa la tracciabilità dei flussi finanziari. Per la consegna del denaro contraffatto, l’organizzazione utilizzava la logica del dropshipping: i plichi venivano spediti in modo da schermare l’identità dei mittenti, garantendo anonimato sia nelle spedizioni nazionali sia in quelle dirette all’estero. In questo modo, il gruppo riusciva a coniugare velocità di distribuzione e riduzione del rischio di esposizione diretta.
L’estensione internazionale del fenomeno ha reso necessario il coinvolgimento di più paesi europei. Nel corso delle attività sono state attivate forme di cooperazione con le autorità francesi, tedesche, spagnole e belghe, mentre Europol ha assicurato il collegamento operativo con le polizie estere interessate. La valuta falsa riconducibile al canale “ELREAL SHOP” è stata sottoposta ad accertamenti tecnici da parte della Banca Centrale Europea.
Gli esperti hanno classificato le banconote nella categoria di contraffazione “common class”, poiché esemplari analoghi risultavano circolanti in diversi Stati europei, tra cui Francia, Svizzera, Irlanda, Spagna e Germania. Questo dato conferma la capacità del sodalizio di inserirsi in un circuito di distribuzione ampio, che travalicava i confini nazionali e alimentava un mercato illecito diffuso.
L’epilogo operativo, maturato nell’aprile 2026, ha portato a un bilancio significativo. Sono stati complessivamente registrati 12 arresti, di cui 10 in flagranza – con il supporto dei reparti territoriali dell’Arma – e 2 eseguiti all’estero. Inoltre, 61 persone sono state denunciate in stato di libertà per associazione per delinquere, falsificazione monetaria e autoriciclaggio, a conferma della ramificazione della rete. Nel corso delle perquisizioni e dei controlli sono state sequestrate oltre 106.000 euro in banconote contraffatte, occultate in decine di plichi già pronti per la spedizione. Parallelamente, il Giudice per le Indagini Preliminari di Napoli ha disposto il sequestro preventivo, anche per equivalente, di mezzi informatici, canali telematici, denaro, beni mobili e immobili nella disponibilità degli indagati, fino alla concorrenza di 536.880 euro. Le attività in corso mirano a bloccare gli strumenti utilizzati per commettere i reati e a colpire il patrimonio accumulato illecitamente.
Uno degli elementi più rilevanti dell’indagine è rappresentato dall’assenza di intercettazioni telefoniche o ambientali. La Polizia Giudiziaria ha fatto ricorso a metodi tradizionali – osservazione e pedinamento – integrandoli con una sofisticata attività di OSINT operativa e di analisi forense finanziaria. Attraverso lo studio delle tracce digitali e dei movimenti in criptovalute, gli investigatori sono riusciti a tracciare oltre 410 wallet Bitcoin, ricostruendo un volume d’affari superiore al mezzo milione di euro tra luglio 2022 e dicembre 2023. Questo lavoro ha consentito di collegare i flussi di pagamento in Bitcoin alle forniture di banconote false, delineando un quadro economico preciso del business criminale. Il modello adottato dal gruppo prevedeva un sistematico autoriciclaggio dei proventi, con il reinvestimento delle somme in nuove partite di valuta contraffatta e in altre attività illecite, secondo una logica di continua alimentazione del circuito.
Nonostante l’uso di crittografia, canali cifrati e accorgimenti per anonimizzare le connessioni, il punto debole dell’organizzazione si è rivelato il fattore umano. La vanità social e le abitudini quotidiane di alcuni indagati hanno permesso agli investigatori di superare le barriere digitali. Inviti a sessioni di gaming online, condivisione di nickname personali, pubblicazione di immagini in ambienti domestici o nei luoghi di occultamento delle banconote hanno fornito elementi utili per l’identificazione. In diversi casi è risultata decisiva la cosiddetta “Ink Investigation”: in alcuni video promozionali dei lotti di banconote contraffatte erano ben visibili tatuaggi e altri segni distintivi. Il confronto tra queste immagini e quanto riscontrato sulle persone e nelle abitazioni degli indagati ha consentito di associare gli account ai soggetti reali, collegando in modo puntuale le identità digitali ai vendor del canale “ELREAL SHOP” e all’account “@Eldiablo0301”, attivo anche nella vendita di stupefacenti.
I provvedimenti eseguiti costituiscono misure cautelari adottate nella fase delle indagini preliminari. Contro di essi sono ammessi i mezzi di impugnazione previsti dalla legge. I destinatari delle misure sono persone sottoposte a indagini e, come tale, devono essere considerati presunti innocenti fino a sentenza definitiva.
Nel complesso, l’operazione “Domino” rappresenta un intervento mirato contro una struttura criminale capace di coniugare falsificazione monetaria, uso avanzato di criptovalute e sfruttamento dei social network, come riporta il comunicato stampa a firma del Procuratore della Repubblica, Nicola Gratteri. Al tempo stesso, mette in evidenza l’evoluzione degli strumenti investigativi, sempre più orientati all’incrocio tra tecniche tradizionali, analisi digitale e cooperazione internazionale.

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