Operazione tra Italia e FBI su cyber attacchi globali
Operazione internazionale conclusa con l’estradizione di un cittadino cinese sospettato di gravi attività di cybercrime. La Polizia di Stato ha eseguito la consegna alle autorità degli Stati Uniti al termine di una procedura autorizzata dalla Corte d’Appello di Milano e dal Ministero della Giustizia. L’uomo, ritenuto un hacker di alto profilo, era stato arrestato nel luglio 2025 presso l’aeroporto di Malpensa.
Arresto e cooperazione internazionale
L’arresto è stato eseguito dalla Polizia Postale e dalla Polaria, al termine di un’attività investigativa condotta in collaborazione con l’FBI.
Il sospettato era stato individuato mentre si trovava in Italia insieme alla moglie. Secondo quanto ricostruito, si apprestava a soggiornare nel Paese, ma era già destinatario di un mandato di cattura internazionale.
Le accuse e la campagna HAFNIUM
Le autorità statunitensi contestano all’uomo un ruolo in una vasta operazione di attacchi informatici avvenuti tra il 2020 e il 2021, durante la fase più critica della pandemia.
Le intrusioni avrebbero preso di mira enti governativi, università e centri di ricerca impegnati nello sviluppo di vaccini e terapie contro il Covid-19. L’attività sarebbe riconducibile alla campagna nota come “HAFNIUM”, caratterizzata dallo sfruttamento di vulnerabilità nei sistemi di posta elettronica.
Reati contestati e quadro investigativo
Il mandato di arresto è stato emesso da un tribunale del Texas e include accuse di associazione per delinquere, accesso abusivo a sistemi informatici, frode e furto di identità.
Secondo gli investigatori, gli attacchi avrebbero coinvolto migliaia di computer appartenenti a infrastrutture strategiche a livello globale, con sottrazione di dati sensibili e informazioni riservate.
Il ruolo della cooperazione tra Italia e Stati Uniti
L’operazione rappresenta un esempio di cooperazione tra forze di polizia a livello internazionale. Il coordinamento tra autorità italiane e statunitensi ha consentito di individuare, arrestare ed estradare il sospettato.
Un lavoro congiunto che ha coinvolto anche il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, confermando l’importanza della collaborazione nella lotta ai crimini informatici.
Presunzione di innocenza
Il procedimento si trova nella fase preliminare e, come previsto dalla normativa vigente, l’indagato è da considerarsi presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva. Le indagini proseguono per chiarire eventuali ulteriori responsabilità e collegamenti con altri soggetti coinvolti nelle attività di cybercrime internazionale.

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