Il Ministero dell’Interno conferma dati completi a Roma e nel Paese
Il Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno ha reso noto un quadro dettagliato sui rimpatri di cittadini stranieri irregolari in Italia, a seguito di alcune interpretazioni dei Rapporti Tematici del Garante Nazionale dei Diritti delle Persone Private della Libertà Personale. La presunta diminuzione del 16,3% dei rimpatri forzati nel 2025, rispetto all’anno precedente, riguarda esclusivamente i rimpatri con scorta, come precisato dal Dipartimento stesso.
Analisi statistica ufficiale
La Direzione Centrale dell’Immigrazione e della Polizia delle Frontiere (D.C.I.P.F.) monitora l’insieme dei rimpatri, distinguendo tre tipologie principali:
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Rimpatri forzati: eseguiti con personale di scorta, sia su voli commerciali che charter, oppure senza scorta ma con accompagnamento all’imbarco. Solo la prima categoria rientra nel computo del Garante Nazionale.
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Rimpatri non forzati (ottemperanti): cittadini extracomunitari che aderiscono volontariamente ai provvedimenti di espulsione.
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Rimpatri volontari assistiti: progetti di reintegrazione organizzati dal Ministero dell’Interno con fondi europei.
L’analisi del 2025 mostra che i rimpatri forzati con scorta sono passati da 3.458 nel 2024 a 2.897 nel 2025, con una contrazione del 16,22%. Contestualmente, i rimpatri senza scorta sono aumentati del 61,7%, passando da 1.167 a 1.887 casi. Il segmento dei rimpatri volontari ottemperanti ha registrato un aumento del 66,41%, passando da 789 a 1.313.
Incremento complessivo e risparmio per lo Stato
Complessivamente, i rimpatri censiti dalla D.C.I.P.F. nel 2025 sono stati 6.097 (2.897 con scorta, 1.887 senza scorta e 1.313 ottemperanti), rispetto ai 5.414 del 2024, registrando un incremento del 12,62%. I rimpatri volontari assistiti hanno ulteriormente contribuito al totale, passando da 290 nel 2024 a 675 nel 2025, con una crescita del 133%, portando il numero complessivo a 6.772.
L’analisi evidenzia come la riduzione dei rimpatri con scorta, associata all’aumento dei rimpatri senza scorta e volontari, comporti un risparmio stimato di circa 4 milioni di euro sul bilancio dello Stato, senza compromettere l’efficacia dei provvedimenti di espulsione.
Chiarimenti sul confronto con il Garante
Il Garante Nazionale include solo i rimpatri forzati con scorta e, nel computo 2024-2025, anche 61 cittadini comunitari allontanati, non rilevati dalla D.C.I.P.F. La contrazione del 16,3% citata dalla stampa, quindi, riguarda solo questo segmento e non riflette il totale complessivo dei rimpatri.
Considerazioni finali
Secondo i dati ufficiali, l’Italia ha mantenuto un aumento dei rimpatri complessivi, combinando procedure forzate e volontarie, garantendo al contempo efficienza economica e gestione responsabile delle risorse pubbliche. L’integrazione dei dati ufficiali conferma la crescita, anche alla luce delle rilevazioni di Eurostat, che però considerano solo i rimpatri forzati (4.780 nel 2025), senza includere i soggetti ottemperanti.
Il quadro emerge chiaro: nonostante la riduzione dei rimpatri con scorta, l’Italia registra un incremento significativo del totale degli extracomunitari rimpatriati, con una gestione più efficiente delle risorse e maggiore attenzione ai progetti di reintegrazione.

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