Meloni mette all’asta i doni esteri: ricavi allo Stato

Meloni mette all’asta i doni esteri: ricavi allo Stato

Scarpe di pitone e busti di leader venduti per fondi pubblici

La premier Giorgia Meloni ha scelto di avviare una procedura insolita ma significativa: mettere all’asta una parte dei doni ricevuti durante le visite ufficiali all’estero. Tra gli oggetti figurano scarpe di pitone blu con tacco dorato, busti e statuette raffiguranti leader internazionali, servizi da tè, manufatti in ceramica e argento, oltre a regali provenienti da figure di rilievo come l’ex presidente statunitense Joe Biden. La decisione riguarda in particolare i beni con valore superiore ai 300 euro, per un ricavato stimato di circa 800mila euro, destinato alla Presidenza del Consiglio dei ministri.

L’operazione sarà curata dalla casa d’aste romana Bertolami Fine Art, che tratterrà una commissione del 5% sul totale. Le vendite si svolgeranno tra gennaio e giugno del prossimo anno. La scelta, oltre ad avere un risvolto economico, risponde a esigenze pratiche: la conservazione di tali oggetti comporterebbe costi di gestione rilevanti per lo Stato.

Il provvedimento si inserisce in una linea di rigore amministrativo che punta a trasformare regali simbolici in risorse concrete. L’iniziativa, pur insolita, sottolinea la volontà di ridurre sprechi e valorizzare beni altrimenti destinati a rimanere chiusi nei depositi istituzionali. La vendita di articoli di pregio, come accessori di moda e opere artigianali, diventa così un modo per restituire alla collettività parte del valore accumulato nei rapporti diplomatici.

La mossa della premier, che ha già suscitato attenzione mediatica, rappresenta un segnale di pragmatismo politico e gestionale. Oggetti di forte impatto simbolico, trasformati in risorse economiche, raccontano una visione che privilegia l’utilità pubblica rispetto alla mera conservazione.

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