Il leader del Movimento 5 stelle lancia una nuova primavera
A Roma, nella cornice della Galleria Borghese, la presentazione del volume Una nuova primavera di Giuseppe Conte si è trasformata in un’occasione di compattezza per l’intero schieramento progressista. In prima fila, a testimoniare una volontà di dialogo sempre più strutturata, sedevano Elly Schlein e Nicola Fratoianni, affiancati dal sindaco della capitale Roberto Gualtieri e da figure storiche del Movimento come Roberto Fico e Mariolina Castellone.
Il ritorno dell’ex premier tra i big del campo largo
La platea, gremita di esponenti dem e pentastellati, ha visto la partecipazione di ex ministri del calibro di Roberto Speranza, Francesco Boccia e Paola De Micheli, segnando un punto di contatto significativo tra le diverse anime dell’opposizione.
Critiche alla gestione internazionale del governo Meloni
Durante il suo intervento, il leader del Movimento 5 stelle non ha risparmiato critiche al veleno verso l’attuale inquilina di Palazzo Chigi. Conte ha definito la politica estera di Giorgia Meloni come un fallimento evidente, accusandola di aver anteposto l’affinità ideologica con figure come Trump e Netanyahu al reale interesse nazionale. Secondo l’ex premier, il sovranismo della Meloni sarebbe solo di facciata, utile a giustificare l’allineamento acritico alle forniture di gas e armi americane. Rispondendo alle provocazioni della maggioranza, Conte ha ribadito che, mentre le opposizioni lavorano, è stata proprio la premier a restare ferma negli ultimi quattro anni, senza produrre riforme incisive per il Paese.
La strategia per le primarie e l’unità del progetto
Sul tema delle primarie, il coordinatore pentastellato ha mantenuto una linea di estrema prudenza, mettendo al primo posto la costruzione di un programma condiviso. L’obiettivo dichiarato è quello di arrivare a una consultazione che non sia divisiva ma inclusiva, basata su un progetto unitario che resti solido a prescindere dal nome del vincitore. Conte ha sottolineato che né lui né Elly Schlein vedono la competizione interna come un rischio personale, ma come un percorso trasparente per superare i personalismi e offrire un’alternativa credibile al governo attuale.
Energia e sanzioni nel contesto geopolitico attuale
Un passaggio tecnico di grande rilievo ha riguardato la questione del gas russo e il ruolo di Eni. Conte ha chiarito la posizione del Movimento, confermando il pieno sostegno al regime sanzionatorio vigente. Pur riconoscendo il ruolo degli operatori economici, l’ex premier ha ammonito che la politica estera non può essere delegata alle aziende energetiche. Prima di ipotizzare nuovi acquisti, è necessario concludere accordi internazionali che al momento risultano impossibili a causa delle sanzioni, ribadendo la necessità di una coerenza strategica che protegga l’autonomia energetica italiana senza tradire gli impegni europei.
Delusioni politiche e momenti di commozione personale
Non sono mancati i riferimenti ai rapporti umani e politici che hanno segnato la sua esperienza di governo. Conte ha espresso una profonda amarezza nei confronti di chi, come Luigi Di Maio, ha deciso di abbandonare la comunità del Movimento tradendo le battaglie originarie. Al contrario, ha dichiarato di non aver ricevuto delusioni da Mario Draghi. Il momento più toccante della serata è arrivato quando il leader si è commosso ricordando i problemi di salute del figlio Niccolò vissuti durante il mandato a Palazzo Chigi, un racconto intimo che ha strappato un lungo applauso alla platea romana presente alla Galleria Borghese.

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