La direttrice rompe il silenzio sulla polemica con l’orchestra della Fenice.
La direttrice d’orchestra Beatrice Venezi ha rotto il silenzio con toni decisi, replicando alle vibranti proteste del personale del Teatro La Fenice di Venezia. Lo ha fatto dal palco di una conferenza stampa al Teatro Verdi di Pisa, dove presenterà “Carmen”, lanciando frecciate sulla gestione dell’ente veneziano e usando una metafora calcistica per dire che la contesa è ancora aperta.
La replica a distanza di mesi
“La partita è chiusa solo quando l’arbitro fischia”, ha dichiarato Venezi, richiamando una battuta dell’allenatore Vujadin Boskov. La sua nomina a direttrice musicale stabile della Fenice, annunciata lo scorso anno e operativa dal prossimo ottobre, ha scatenato le proteste di orchestra e coro, che ne contestano il curriculum. La direttrice ha sostenuto di non aver seguito da vicino la polemica, essendo stata assorbita da impegni lavorativi internazionali.
L’accusa: gestione sindacale e danno d’immagine
Il cuore della sua replica ha riguardato la narrativa della vicenda all’estero. Venezi ha insinuato che la protesta danneggi l’immagine del teatro fuori dai confini nazionali, sollevando un interrogativo sulla governance. “Ci si chiede come sia possibile che una fondazione finanziata con fondi pubblici sia di fatto gestita dai sindacati, in un contesto che appare totalmente anarchico”, ha affermato. Alle sue orecchie, ha aggiunto, sarebbe giunta questa percezione dalla stampa estera.
La pronta controreplica dalla Fenice
La risposta dagli ambienti del teatro veneziano è stata immediata e puntuale. Marco Trentin, violoncellista e rappresentante sindacale Fials, ha invitato a una lettura più accurata dei media internazionali, che a suo dire riporterebbero un giudizio diverso. Ha inoltre corretto la citazione sportiva di Venezi e ha ricordato come la quasi totalità delle maestranze si sia espressa contro la sua nomina già a fine settembre. La Rappresentanza Sindacale Unitaria valuterà una risposta ufficiale.
Il focus sul lavoro a Pisa
Nel merito del suo imminente impegno artistico, Venezi ha ringraziato il Teatro Verdi di Pisa per l’opportunità, descrivendo la sua interpretazione di “Carmen” come una lettura intima e cameristica. L’allestimento, ambientato nell’epoca della Seconda Rivoluzione Industriale, è una coproduzione con altri teatri del territorio. La direttrice ha espresso soddisfazione per il clima creativo trovato in Toscana, definendolo “funzionale” al suo lavoro.
Le dichiarazioni di Pisa non hanno quindi placato le acque, ma hanno anzi rianimato il dibattito pubblico. La questione si sposta ora sul piano della legittimità delle proteste e del modello di gestione dei teatri lirici pubblici, lasciando intendere che i prossimi mesi saranno cruciali per definire gli equilibri alla Fenice.

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