Eccellenza e gusto: il programma della tre giorni a Amatrice
ROMA, 3 febbraio 2026 – Uno dei simboli più illustri dell’identità culinaria nazionale ottiene finalmente un riconoscimento globale. Presso la Sala Tatarella della Camera dei Deputati è stata ufficialmente presentata la “Giornata internazionale dell’Amatriciana”, la cui prima edizione si celebrerà il prossimo 6 marzo. L’evento si inserisce in una più ampia programmazione che vedrà la città di Amatrice protagonista di una tre giorni di manifestazioni, dal 6 all’8 marzo 2026. L’iniziativa, promossa con determinazione dall’Associazione dei ristoratori e degli albergatori locali (Aram), gode di patrocini di alto profilo, tra cui la Regione Lazio, l’Università Roma Tre e le Camere di Commercio di Rieti e Viterbo, a testimonianza del valore non solo gastronomico, ma anche sociale e culturale del progetto.
La scelta del 6 marzo non è affatto casuale, bensì carica di un significato tecnico e simbolico: in tale data, nel 2020, l’Unione Europea ha conferito alla salsa amatriciana il prestigioso marchio STG (Specialità Tradizionale Garantita). Si tratta di un club esclusivo che in Italia conta solo altre tre eccellenze: la pizza napoletana, la mozzarella e i vincisgrassi maceratesi. Durante l’incontro a Roma, è stato svelato il logo ufficiale: una forchetta stilizzata i cui rebbi si fondono in un gioco geometrico di spaghetti intrecciati. Le tonalità cromatiche spaziano dall’oro all’arancione fino al rosso, evocando i colori naturali del grano e del pomodoro, ma anche l’energia del sole e il valore prezioso di un prodotto che rappresenta l’essenza del saper fare italiano.
Il sindaco di Amatrice, Giorgio Cortellesi, ha sottolineato con forza come questa celebrazione superi i confini della cucina. Per una comunità che ha lottato duramente contro le ferite del terremoto, questo piatto rappresenta lo strumento principale per la ripartenza economica delle frazioni e del centro storico. Non si tratta solo di onorare una ricetta famosa nel mondo, ma di sostenere un intero indotto che vive di ospitalità e agricoltura. La kermesse prevista per marzo non offrirà solo degustazioni, ma coinvolgerà i visitatori in laboratori didattici, escursioni naturalistiche a piedi e in e-bike e visite guidate ai cantieri della ricostruzione, creando un legame indissolubile tra la memoria del territorio e le sue prospettive future.
L’Università Roma Tre partecipa al progetto come partner scientifico, evidenziando come la cultura enogastronomica sia un pilastro della formazione accademica moderna. Il rettore Massimiliano Fiorucci ha ricordato che studiare il cibo significa studiare la storia di un popolo. Formare esperti in questo settore è essenziale per dare profondità e continuità alla nostra eredità culturale. In questo contesto, Amatrice diventa un esempio di resilienza: attraverso la propria tradizione culinaria, il territorio continua a dialogare con il mondo, trasformando la sofferenza del sisma del 2016 in un messaggio di speranza e operosità che punta alla tutela delle radici storiche per costruire un domani più solido.
I numeri confermano l’importanza economica di questo settore: secondo le stime Arsial, nelle aree di Amatrice e Accumoli si producono ogni settimana circa 150 kg di sugo per ogni punto di ristoro, arrivando a una produzione annua che sfiora le 100 tonnellate. Questo volume permette di servire circa 25.000 porzioni l’anno solo localmente, mentre nel resto del Lazio la cifra sale vertiginosamente fino a raggiungere il milione di piatti consumati. La creazione di una giornata internazionale risponde anche a una sfida di marketing territoriale: se il “Carbonara Day” è diventato un fenomeno virale, l’Amatriciana ha tutte le carte in regola per replicare questo successo globale, unendo sotto un unico hashtag tutti e cinque i continenti in un grande brindisi all’italianità.
Per supportare il lancio internazionale, è stato attivato il portale ufficiale www.giornatadellamatricana.it, che fungerà da hub per raccogliere testimonianze, ricette e contributi da parte di chef e appassionati di tutto il mondo. La strategia comunicativa prevede una massiccia presenza sui social network, con campagne dedicate e il coinvolgimento di testimonial d’eccezione. L’obiettivo finale è ambizioso: far sì che il 6 marzo di ogni anno il mondo intero guardi verso Amatrice, celebrando non solo un primo piatto straordinario, ma la dignità di un popolo che ha saputo rimettere in moto l’orologio della storia, promuovendo bellezza e positività attraverso il linguaggio universale del gusto.
Per promuovere l’iniziativa online e suoi social, l’Aram ha realizzato un sito web, www.giornatadellamatricana.it, che è andato online oggi e 3 account social, su cui sono in programma da oggi al 6 marzo campagne social con testimonial e chef.
(Tri/Labitalia)

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