Camorra, colpo al clan Lo Russo: due arresti per l’agguato

Camorra, colpo al clan Lo Russo: due arresti per l'agguato
Fonte Wikipedia

I Carabinieri bloccano i killer nel cuore di Napoli

Napoli, 2 maggio 2026 – Le forze dell’ordine hanno assestato un duro colpo alla criminalità organizzata nell’area settentrionale di Napoli. Il 28 aprile scorso, i militari del Nucleo Operativo della Compagnia Vomero hanno eseguito un decreto di fermo emesso dalla Procura Distrettuale Antimafia. Il provvedimento ha riguardato due uomini gravemente indiziati di aver pianificato ed eseguito un feroce assalto armato. Le accuse spaziano dal tentato omicidio alla detenzione illegale di armi da fuoco, reati pesantemente aggravati dall’aver agito con modalità tipiche del contesto mafioso. Gli indagati sono considerati gli esecutori materiali dell’imboscata tesa a Vincenzo Lo Russo, nipote dei vertici del celebre gruppo criminale dei “Capitoni”, avvenuta lo scorso 17 aprile nel rione Siberia.

L’indagine si è avvalsa di strumenti tecnologici avanzati e di una meticolosa analisi dei sistemi di videosorveglianza presenti nel quartiere Marianella. Grazie a questi riscontri, gli inquirenti della DDA sono riusciti a mappare con precisione millimetrica gli spostamenti degli aggressori prima e dopo l’evento. La dinamica dell’agguato ha mostrato una ferocia inaudita unita a un inquietante rituale simbolico. La vittima, infatti, è stata inizialmente approcciata con un bacio da uno dei sicari, un gesto che nel codice malavitoso precede spesso l’esecuzione. Successivamente, il bersaglio è stato brutalmente percosso con il calcio di una pistola e con l’uso di un casco, subendo una scarica di colpi proibiti prima che i killer aprissero il fuoco definitivamente con l’arma corta. Nonostante il muro di omertà e la palese reticenza mostrata dalla vittima durante i primi interrogatori, gli investigatori dell’Arma hanno scavato nel passato dei protagonisti. È emerso così che il violento scontro non era legato a questioni di spaccio o controllo del territorio immediato, bensì a un vecchio rancore maturato in carcere. Un litigio tra detenuti, apparentemente sepolto dal tempo, sarebbe esploso nuovamente una volta tornati in libertà, trasformandosi in una condanna a morte solo parzialmente eseguita. Oltre ai due soggetti già in custodia, l’ordinanza cautelare riguarda una terza persona attualmente irreperibile.

Le ricerche per individuare l’ultimo membro della cellula criminale proseguono senza sosta su tutto il territorio campano, mentre gli atti processuali attendono ora la conferma del giudizio definitivo per stabilire le responsabilità dei singoli, come riporta il comunicato della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli- DDA.

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