Sfruttamento in centro massaggi, arrestata una donna a Trieste

Screenshot

Blitz dei Carabinieri: sequestrato il locale e tutelata una vittima cinese

Nel corso di un’operazione condotta martedì 20 gennaio 2026, i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Trieste via Hermet hanno arrestato una donna e posto sotto sequestro un centro massaggi cittadino, all’interno del quale – secondo quanto emerso dalle indagini preliminari – veniva esercitata attività di meretricio. L’intervento, eseguito su disposizione dell’Autorità giudiziaria, si inserisce in un più ampio filone investigativo volto a contrastare lo sfruttamento della prostituzione ai danni di donne di nazionalità cinese.

Un’indagine articolata tra sequestri, controlli e verifiche sul territorio

L’operazione rappresenta la prosecuzione di un lavoro investigativo avviato già nel 2025. La prima fase, conclusa nell’estate dello stesso anno, aveva riguardato due centri massaggi in via Flavia e via San Francesco, dove i militari avevano documentato attività illecite, procedendo al sequestro preventivo dei locali, di telefoni cellulari e di denaro contante.

Una seconda fase, nel novembre successivo, aveva portato a un arresto, una denuncia e al sequestro di un’abitazione utilizzata come “casa di appuntamenti”. Le indagini, coordinate dal Pubblico Ministero Federico Frezza, hanno successivamente permesso di individuare l’odierna indagata, accusata di sfruttare una connazionale all’interno di un locale adibito a centro massaggi.

Una vittima liberata e presa in carico dalla rete di protezione

Durante il blitz, i Carabinieri hanno identificato e messo in sicurezza una donna cinese che, secondo gli accertamenti, sarebbe stata costretta a prostituirsi in condizioni di forte vulnerabilità. Grazie al supporto del progetto di accoglienza “Stella Polare”, parte della rete regionale Il FVG in rete contro la tratta, la vittima è stata accompagnata in una località protetta e invitata ad aderire a un programma di protezione sociale.

Nel corso delle attività sono stati sequestrati documenti, materiale utile alle indagini, quasi 12mila euro in contanti ritenuti provento dell’attività illecita e due conti correnti bancari intestati all’indagata. L’immobile utilizzato per il meretricio è stato sottoposto a sequestro preventivo.

Arresto e garanzie processuali

Al termine delle formalità, la donna – classe 1970 – è stata trasferita al carcere del Coroneo, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

Le autorità precisano che il procedimento penale è nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità dell’indagata sarà valutata nel corso del processo. Non vengono rese note le generalità né elementi utili alla sua identificazione, nel rispetto della normativa vigente e della presunzione di innocenza.

L’operazione conferma l’impegno dell’Arma nel contrasto a un fenomeno che continua a colpire donne vulnerabili, spesso attirate in Italia con false promesse e poi costrette a vivere in condizioni di sfruttamento e privazione della libertà.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*