Lo stalking alla preside scuote Caivano: arrestata la bidella

Lo stalking alla preside scuote Caivano: arrestata la bidella

Lo stalking alla preside a Caivano: arresti per la Giugliano

CAIVANO, 13 gennaio 2026 – Una vicenda carica di tensione quella che coinvolge le mura di un istituto scolastico nel cuore del Parco Verde, dove la cronaca nazionale e la vita reale si intrecciano in un drammatico scontro giudiziario. Eugenia Carfora, la storica dirigente in prima linea contro l’abbandono scolastico, è diventata il bersaglio di un prolungato stalking alla preside. Autrice delle presunte angherie è Giuseppina “Giusy” Giugliano, la collaboratrice scolastica che solo un anno fa aveva occupato le pagine dei quotidiani per la sua vita da pendolare estrema tra il capoluogo campano e quello lombardo. Attualmente la donna si trova sottoposta alla misura dei domiciliari, in attesa di affrontare il dibattimento in aula per rispondere di atti persecutori.

Le radici del conflitto risalgono al momento in cui la Giugliano è approdata stabilmente nella scuola di Caivano dopo la parentesi lavorativa nel Nord Italia. Il rapporto professionale con la Carfora si è interrotto bruscamente quando alla dipendente sono state mosse contestazioni per diverse assenze non giustificate. La dirigente, applicando le rigide normative ministeriali per la tutela del servizio pubblico, ha avviato le pratiche che sono poi sfociate nel licenziamento della donna. Nonostante la Giugliano abbia provato a giustificarsi parlando di certificazioni mediche inviate ma mai acquisite dal protocollo dell’istituto, la sua reazione ha preso una piega criminale che ha trasformato il disaccordo lavorativo in un incubo personale per la vittima.

Da quel momento, lo stalking alla preside è diventato un’ossessione digitale quotidiana. La dirigente è stata sommersa da una valanga di comunicazioni non gradite: centinaia di email, messaggi diretti e post denigratori sui social network hanno creato un clima di pressione psicologica insostenibile. Di fronte a questo assedio telematico senza tregua, la Carfora non ha avuto altra scelta se non quella di sporgere denuncia. La magistratura è intervenuta inizialmente con un divieto di avvicinamento al territorio e l’interdizione da ogni contatto elettronico, ma la sistematica violazione di queste regole ha spinto il giudice a ordinare la custodia cautelare in carcere.

La Giugliano ha trascorso circa sessanta giorni nel penitenziario di Secondigliano, prima che il Tribunale del Riesame, accogliendo l’istanza presentata dal suo legale, ne disponesse la scarcerazione concedendo i domiciliari. Il paradosso di questa storia emerge proprio mentre la rete della Rai trasmette una serie dedicata alla figura carismatica di Eugenia Carfora, interpretata da Luisa Ranieri. Mentre la televisione celebra il coraggio civile della preside di Caivano, la realtà giudiziaria riporta l’attenzione sulla fragilità e sui rischi che chi rappresenta lo Stato in territori difficili deve affrontare quotidianamente.

Il caso di stalking alla preside solleva ora interrogativi profondi sulla tutela del personale scolastico e sui limiti sottili che separano il disagio sociale dalla violenza persecutoria.

(das/Adnkronos)

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