Modifiche su fisco, affitti, Rc auto e banche verso il voto finale
La Manovra entra nelle sue ore decisive con una serie di interventi che rimodellano tassazione, agevolazioni e contributi in più settori, dopo una notte di trattative che ha portato a un ridimensionamento della stretta sulle pensioni, destinata a un provvedimento separato. La commissione Bilancio del Senato ha dato il via libera alle modifiche, aprendo la strada a un esame accelerato: l’arrivo in Aula è fissato per lunedì, con l’obiettivo di chiudere martedì e trasferire il testo alla Camera per l’approvazione definitiva tra Natale e Capodanno.
Sul fronte fiscale, la revisione più immediata riguarda la Tobin Tax, che da gennaio raddoppia le aliquote: lo 0,2% per le operazioni sui mercati regolamentati e lo 0,4% per quelle fuori mercato. Raddoppia anche il prelievo sulle negoziazioni ad alta frequenza, che passa allo 0,04%. Una scelta che il governo considera necessaria per ampliare il gettito, mentre gli operatori temono un impatto sulla competitività dei mercati.
Capitolo affitti brevi: la tassazione sale al 21% per il primo immobile con locazioni sotto i 30 giorni e al 26% per il secondo. Dal terzo in poi, i redditi confluiscono nell’imposizione ordinaria. Una misura che punta a riequilibrare il mercato, soprattutto nelle città turistiche, dove l’offerta extra‑alberghiera ha superato da anni quella tradizionale.
Per le holding, l’accesso al regime di esclusione dei dividendi viene ristretto: sarà possibile solo con una partecipazione diretta superiore al 5% o con un valore fiscale oltre i 500mila euro. Una correzione che mira a evitare utilizzi considerati eccessivamente vantaggiosi.
Arriva poi un contributo fisso di due euro sui pacchi postali provenienti da Paesi extra Ue con valore fino a 150 euro, misura pensata per compensare i costi doganali e riequilibrare la concorrenza con i venditori europei.
Sul fronte della ricostruzione, viene introdotto un contributo aggiuntivo post‑sisma per i territori colpiti dai terremoti dal 1° aprile 2009, destinato a coprire la quota di spesa che supera il contributo ordinario.
Dal 2026 cambiano anche le regole per la Rc auto: l’aliquota sulle polizze che includono coperture per infortuni del conducente e assistenza stradale salirà al 12,5% per i contratti stipulati o rinnovati dal 1° gennaio.
Per le banche, la deducibilità delle perdite pregresse viene ridotta: al 35% nel 2026 e al 42% nel 2027. Contestualmente aumenta del 2% l’Irap, con una franchigia di 90mila euro per i soggetti con base imponibile più contenuta, applicabile solo per il 2027 e il 2028.
Confermata per il 2026 l’esenzione del 50% sui dividendi ai lavoratori derivanti da azioni assegnate in sostituzione dei premi di risultato, entro il limite di 1.500 euro annui.
Le scuole paritarie che applicano rette inferiori al costo medio studente vengono esentate dal pagamento dell’Imu, mentre per le aziende agricole in difficoltà è prevista la rateizzazione decennale delle multe sulle quote latte.
La Manovra, compressa nei tempi e densa di interventi settoriali, si avvia così verso il passaggio finale, con un pacchetto di misure che il governo considera essenziale per chiudere il 2025 senza ulteriori scostamenti e con un quadro di entrate più stabile.

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