Indagine avviata nel 2023 e ricostruzione del sodalizio
Camorra smantellata – Una vasta operazione dei carabinieri ha colpito un gruppo criminale radicato nel territorio di Mondragone, portando all’esecuzione di ventuno misure cautelari emesse dal GIP di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. L’indagine, avviata nel settembre 2023, ha utilizzato anche attività tecniche per ricostruire la rete di relazioni, i ruoli interni e le dinamiche operative del sodalizio.
Gli investigatori ritengono che l’organizzazione fosse riconducibile al clan Gagliardi, considerato erede operativo dello storico clan La Torre, per anni dominante nell’area e legato alla più ampia struttura dei casalesi. La ricostruzione descrive un assetto stabile, capace di mantenere continuità anche grazie alle direttive impartite da un presunto vertice attualmente detenuto, che avrebbe continuato a influenzare le attività del gruppo dall’interno del carcere.
Violenza sistematica e pressione sugli operatori economici
Le attività investigative hanno documentato numerosi episodi estorsivi ai danni di imprenditori e commercianti locali. Le richieste di denaro sarebbero state accompagnate da aggressioni fisiche, minacce e incendi di autovetture, strumenti utilizzati per consolidare un clima di paura e garantire il controllo del territorio.
Secondo gli inquirenti, parte dei proventi sarebbe stata destinata al sostegno dei detenuti ritenuti vicini al clan, in un meccanismo di fidelizzazione che rafforzava la coesione interna e la continuità operativa.
Atto intimidatorio contro la caserma sventato in tempo
Tra gli elementi più gravi emersi dall’indagine figura la programmazione di un attentato intimidatorio: alcuni aspiranti affiliati avrebbero progettato di sparare contro la caserma del Reparto Territoriale dei carabinieri per dimostrare la propria fedeltà e ottenere l’ingresso nel gruppo. L’azione non si è concretizzata grazie alle misure di sicurezza predisposte e ai servizi di prevenzione attivati in modo tempestivo.
Traffico di droga e rete di consegne a domicilio
Gli accertamenti hanno inoltre rivelato una strutturata attività di spaccio di cocaina, crack e hashish, considerata la principale fonte di guadagno dell’organizzazione. Le cessioni, migliaia secondo gli investigatori, avvenivano anche tramite una rete di consegne a domicilio, con scooter utilizzati per raggiungere rapidamente gli acquirenti, replicando un servizio “delivery”.
Nel corso dei riscontri sono stati sequestrati 1.100 grammi di cocaina, 500 grammi di hashish e due pistole Beretta complete di munizioni, elementi ritenuti parte dell’arsenale operativo del gruppo.
Presunzione di innocenza e fase preliminare del procedimento
I provvedimenti eseguiti rientrano nella fase delle indagini preliminari. I destinatari delle misure sono persone sottoposte a indagine e da considerarsi innocenti fino a sentenza definitiva, come previsto dalle norme vigenti.

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