Il terremoto ha colpito la regione vicino Calama nel nord
Un violento terremoto di magnitudo 6.9 ha colpito lunedì il Cile settentrionale, scuotendo profondamente l’area mineraria della nazione sudamericana. Secondo i dati ufficiali forniti dal Servizio geologico degli Stati Uniti (USGS), l’epicentro del fenomeno tellurico è stato localizzato nel deserto di Atacama, a una distanza di circa 31 chilometri a nord-est della città di Calama.
Scossa nel deserto di Atacama
L’evento sismico si è verificato alle ore 17.53 locali, con un ipocentro profondo stimato a circa 100 chilometri nel sottosuolo.
Nessuna allerta tsunami sulle coste
Nonostante la notevole intensità della scossa, le autorità competenti hanno immediatamente escluso il rischio di mareggiate anomale. Il Servizio nazionale per la prevenzione e risposta ai disastri del Cile (Senapred) ha infatti comunicato l’assenza di pericolo tsunami lungo l’intera linea costiera nazionale. Inoltre, i primi monitoraggi eseguiti sul territorio hanno confermato la mancanza di segnalazioni immediate relative a vittime, feriti o danni materiali di grave entità a strutture e infrastrutture critiche.
Paura in quattro regioni
L’onda sismica si è propagata rapidamente lungo il territorio, venendo avvertita distintamente dalla popolazione in almeno quattro grandi regioni del Paese: Arica e Parinacota, Tarapacá, Antofagasta e Atacama. Diverse emittenti televisive locali, tra cui la TVN, hanno diffuso le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza all’interno dei supermercati, dove si è verificata la caduta di merci e prodotti vari dagli scaffali a causa dell’oscillazione.
Precedenti storici nel Paese
Il territorio cileno è strutturalmente classificato come una delle aree a più alta attività geodinamica e sismica dell’intero pianeta. Proprio a causa di questa frequenza, la popolazione locale considera solitamente i fenomeni tellurici con magnitudo inferiore a 7 come eventi di moderata preoccupazione. La storia recente della nazione ricorda tuttavia episodi catastrofici. Nel 1960, la città di Valdivia venne devastata da un sisma di magnitudo 9.5, il più potente mai misurato al mondo, che provocò la perdita di circa 9.500 vite umane. Successivamente, nel 2010, una potente scossa di magnitudo 8.8 registrata al largo delle coste centrali generò un violento tsunami, causando oltre 520 decessi.

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