Hormuz al centro dei colloqui mentre cresce la tensione Usa Iran

Hormuz al centro dei colloqui mentre cresce la tensione Usa Iran

Delegazioni a Islamabad tra pressioni incrociate e tregua in scadenza

I colloqui tra Stati Uniti e Iran riprenderanno mercoledì a Islamabad, nel pieno di una fase segnata da pressioni incrociate e da una tregua che scadrà nelle stesse ore. Le autorità pakistane hanno confermato l’arrivo delle delegazioni guidate dal vicepresidente statunitense JD Vance e dal presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, richiamando l’attenzione internazionale su un confronto che potrebbe ridefinire l’equilibrio regionale.

Tensione crescente mentre la tregua si avvicina alla fine

La finestra di cessate il fuoco, avviata due settimane fa, si chiuderà il 22 aprile. Washington e Teheran si accusano reciprocamente di aver violato l’intesa, alimentando un clima di sfiducia che rende fragile ogni tentativo di mediazione. L’incertezza domina le valutazioni degli analisti, che osservano come la disponibilità a riprendere le ostilità sia stata espressa da entrambe le parti.

Il precedente round e la nuova escalation sullo Stretto

Il primo incontro in Pakistan, all’inizio del mese, aveva rappresentato il livello più alto di dialogo dal 1979. Nonostante le aspettative, le discussioni si erano concluse senza accordo. Da allora la crisi si è aggravata: l’Iran ha chiuso nuovamente lo Stretto di Hormuz, mentre gli Stati Uniti hanno imposto un blocco navale ai porti iraniani. La Casa Bianca ha confermato che Vance guiderà una delegazione composta anche dall’inviato speciale Steve Witkoff e da Jared Kushner.

Il sequestro della petroliera e le accuse incrociate

La decisione iraniana di ritirarsi temporaneamente dai colloqui è stata influenzata dal sequestro di una petroliera iraniana da parte della Marina statunitense. Washington sostiene che l’imbarcazione stesse tentando di eludere il blocco, mentre Teheran denuncia una violazione del cessate il fuoco. Il presidente Donald Trump ha ribadito che il blocco resterà in vigore finché lo Stretto non sarà riaperto, sottolineando l’impatto economico sulle entrate iraniane.

Minacce, avvertimenti e il peso strategico dello Stretto

Ghalibaf ha accusato gli Stati Uniti di voler trasformare il tavolo negoziale in un terreno di resa, affermando che l’Iran non accetterà trattative sotto minaccia. L’Irgc ha avvertito che ogni nave non autorizzata sarà considerata un bersaglio. Lo Stretto, da cui transita un quinto del petrolio mondiale, resta il punto più vulnerabile della crisi. Il prezzo del greggio, pur sceso a 95 dollari al barile, rimane superiore del 40% rispetto a febbraio, segnale di una tensione che continua a pesare sui mercati.

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