Operazione all’alba tra Roseto degli Abruzzi e Pesaro
All’alba dell’11 marzo, un’operazione coordinata dalla Procura della Repubblica di Teramo ha portato all’esecuzione di otto misure cautelari e diciassette perquisizioni tra Roseto degli Abruzzi e Pesaro. L’intervento ha coinvolto i militari del Comando Provinciale di Teramo, supportati da unità cinofile provenienti da Chieti, Roma, Sarno e Giulianova, oltre a un velivolo del N.E.C. di Pescara e ai Carabinieri della Compagnia di Pesaro.
Blitz all’alba tra Roseto e Pesaro: otto misure cautelari
Le misure cautelari emesse dal G.I.P. del Tribunale di Teramo comprendono una custodia in carcere, tre arresti domiciliari e quattro obblighi di firma e dimora. I provvedimenti sono stati eseguiti nei confronti di soggetti ritenuti coinvolti in gravi episodi di violenza e discriminazione.
Razzismo, aggressioni e violenza contro cittadini bengalesi
Quattordici indagati sono accusati di istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica o religiosa. Cinque di loro sono anche ritenuti responsabili di lesioni personali aggravate da odio razziale nei confronti di cittadini bengalesi, aggrediti il 24 gennaio 2026. Gli episodi, di particolare ferocia, hanno evidenziato una matrice ideologica estremista e una volontà deliberata di colpire persone di origine straniera.
Scontri con le forze dell’ordine e violazioni al DASPO
Cinque indagati sono accusati anche di resistenza e aggressione a pubblico ufficiale, danneggiamento, accensioni ed esplosioni pericolose, porto abusivo di armi bianche e oggetti atti ad offendere. I fatti risalgono all’8 ottobre 2025, in occasione dell’incontro di basket tra Roseto degli Abruzzi e Pesaro. Al termine della partita, alcuni tifosi travisati attaccarono le auto dei carabinieri, lanciando pietre e frantumando il lunotto posteriore di un mezzo con mazze, mentre i militari si trovavano all’interno.
Uno degli indagati è accusato anche di aver violato il divieto imposto dal DASPO durante la stessa competizione sportiva.
Il movimento “Il Duce” e la chat “Roseto Youth”
Le indagini, condotte dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Teramo, hanno rivelato l’esistenza di un sedicente movimento neofascista denominato “Il Duce”. Gli indagati agivano in concorso, organizzando azioni violente attraverso una chat chiamata “Roseto Youth”, in cui si definivano “Gioventù fascista rosetana”.
Attraverso questa rete, venivano pianificate aggressioni e rappresaglie contro immigrati ospitati nel Centro di Accoglienza Stranieri di Roseto degli Abruzzi. Alcuni dei soggetti coinvolti sono ritenuti autori materiali di pestaggi ai danni di cittadini stranieri.
Sequestri e prove ideologiche
Durante le prime fasi dell’indagine, sono stati sequestrati telefoni cellulari e documenti inneggianti al fascismo, confermando la matrice ideologica delle azioni compiute. Il materiale raccolto ha contribuito a delineare un quadro inquietante di violenza organizzata e motivata da odio razziale.
L’operazione rappresenta un duro colpo a gruppi estremisti locali e segna un passo importante nella lotta contro la violenza razzista e il fanatismo ideologico.

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