Rinvio sul Mercosur e pressing europeo sul dossier ucraino
Il via libera europeo al maxi prestito destinato all’Ucraina per il biennio 2026-2027 diventa il fulcro della lunga giornata di lavori a Bruxelles, dove la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rivendicato che “ha prevalso il buonsenso” nella definizione del pacchetto finanziario. La decisione, maturata nella notte, prevede un sostegno da 90 miliardi di euro, strutturato in modo da garantire una cornice giuridica e contabile ritenuta solida dai leader europei.
Meloni ha spiegato che l’Italia ha sostenuto la linea indicata dal Parlamento, concentrata su due priorità: assicurare continuità al supporto a Kiev e farlo con strumenti che non espongano l’Unione a fragilità normative. La premier ha sottolineato come il compromesso raggiunto consenta di “mettere in sicurezza le risorse necessarie”, mantenendo un equilibrio tra esigenze politiche e sostenibilità finanziaria.
Nel dossier resta aperta la questione degli asset russi congelati, già bloccati nei giorni scorsi. Le conclusioni del Consiglio prevedono che Bruxelles valuti l’eventuale utilizzo dei proventi generati da tali beni per contribuire alla restituzione del prestito, un percorso che i leader definiscono ancora in evoluzione.
Sul fronte commerciale, Meloni ha confermato che la firma dell’accordo Ue‑Mercosur sarà rinviata di alcune settimane. La scelta, motivata dalla necessità di fornire ulteriori garanzie al settore agricolo europeo, punta a evitare ricadute negative sui produttori. Il rinvio del summit, ha osservato la premier, offre tempo per definire “le salvaguardie indispensabili” prima dell’approvazione definitiva.
Da Bruxelles è arrivata anche la voce del presidente francese Emmanuel Macron, convinto che “tornerà utile parlare con Vladimir Putin” per evitare che il dialogo con Mosca venga delegato ad attori esterni. Macron ha richiamato l’esigenza di un quadro negoziale che coinvolga direttamente europei e ucraini, evitando percorsi paralleli.
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha invece rimarcato che il pacchetto finanziario rappresenta “un segnale netto a Mosca”, ribadendo che i beni russi resteranno congelati finché non saranno risarciti i danni provocati all’Ucraina.
Il Consiglio Europeo chiude così una sessione complessa, segnata da trattative serrate e da un equilibrio politico che i leader definiscono frutto di pragmatismo. Per Meloni, il filo conduttore della giornata resta uno: “ha prevalso il buon senso”, tanto sul sostegno a Kiev quanto sul delicato capitolo del Mercosur.

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