Donetsk e Zaporizhzhia restano nodi, Rutte indica Putin minaccia
Volodymyr Zelensky ha ribadito con forza che i punti irrisolti nei negoziati di pace restano Donetsk e la centrale nucleare di Zaporizhzhia. Il presidente ucraino ha sottolineato che non esiste alcuna legittimità, né costituzionale né morale, nel cedere territori ucraini, e che solo il popolo potrà decidere attraverso elezioni o referendum.
Gli Stati Uniti spingono per una “zona libera economica” smilitarizzata tra le truppe russe e ucraine, ma Kiev teme che Mosca possa approfittarne per consolidare il controllo. Zelensky ha definito “ingiusto” un compromesso che non garantisca il ritiro russo e ha chiesto garanzie di sicurezza concrete, ricordando il fallimento del Memorandum di Budapest.
Il presidente ha parlato di colloqui “costruttivi e approfonditi” con Washington, sottolineando l’impegno americano a garantire la sicurezza dell’Ucraina e a prevenire nuove invasioni. Ha insistito sulla necessità di un documento chiaro che definisca le azioni dei partner in caso di nuova aggressione russa.
Intanto, il segretario generale della Nato Mark Rutte ha avvertito che l’Alleanza deve prepararsi a conflitti su larga scala, simili a quelli vissuti dalle generazioni passate. Ha dichiarato che la Russia, con la sua economia di guerra, potrebbe attaccare la Nato entro cinque anni. “Mosca ha riportato la guerra in Europa”, ha detto, invitando gli alleati a rafforzare la difesa comune.
Sul terreno, Mosca ha annunciato la conquista di Siversk, snodo strategico nel Donetsk. Il Cremlino ha informato Putin del “trasferimento completo” della città sotto controllo russo. A Kiev, un’esplosione ha causato una vittima e un ferito, alimentando la tensione nella capitale.
Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha presentato nuove proposte di garanzie di sicurezza agli Stati Uniti, parlando di un regolamento a lungo termine. Ha accusato l’Occidente di ostacolare il dialogo e di usare la crisi ucraina per distrarre da altri conflitti globali. Ha avvertito che la Russia è pronta a rispondere immediatamente se l’Europa sceglierà la via della guerra.
Zelensky ha chiarito che ogni compromesso territoriale dovrà essere deciso dal popolo ucraino. Ha ribadito che la bozza di accordo prevede il mantenimento di circa 800.000 unità nelle Forze Armate ucraine e che un cessate il fuoco totale potrà arrivare solo con la firma di un accordo quadro.
Il presidente ha espresso gratitudine per il sostegno della Nato e degli Stati Uniti, sottolineando che le garanzie di sicurezza sono l’elemento più critico per il futuro. Ha ricordato le violazioni russe degli impegni passati e ha chiesto risposte concrete alle preoccupazioni degli ucraini.
Il quadro resta complesso: da un lato la pressione diplomatica per un accordo, dall’altro l’avanzata militare russa e le tensioni interne. La guerra continua a ridefinire gli equilibri europei, con la Nato che si prepara a scenari di conflitto esteso e l’Ucraina che insiste sulla difesa della propria sovranità.

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