Documento in 20 punti consegnato agli Usa, pressing duro del tycoon
Volodymyr Zelensky ha consegnato agli Stati Uniti la nuova bozza del piano ucraino per chiudere la guerra con la Russia. Secondo fonti citate da Afp, il documento in 20 punti è già stato trasmesso a Washington e rappresenta la base su cui Kiev intende costruire un accordo di pace. Il presidente ucraino ha ribadito che la pace non ha alternative e che il piano mira a costringere Mosca a fermare le uccisioni e a prevenire una terza invasione.
Il leader di Kiev ha sottolineato che il documento è fondamentale e che da esso derivano altri due testi: uno sulle garanzie di sicurezza, in particolare con gli Stati Uniti, e un altro sull’economia, dedicato alla ricostruzione e agli investimenti congiunti. Zelensky ha parlato di colloqui produttivi con il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent e con Jared Kushner, genero di Donald Trump, definendo l’incontro come il primo passo verso un piano economico concreto per la ripresa del Paese.
Il presidente ha spiegato che la sicurezza complessiva è la condizione necessaria per garantire stabilità economica e attrarre investimenti. Ha aggiunto che l’Europa sarà coinvolta nella ricostruzione e che nei prossimi mesi verranno sviluppati ulteriori documenti per completare il quadro.
Trump, però, ha mantenuto un tono molto più scettico. Durante una tavola rotonda alla Casa Bianca, ha dichiarato che Zelensky “deve essere realista” e ha sottolineato che migliaia di persone continuano a morire. Il tycoon ha raccontato di aver usato “parole forti” nei colloqui con Emmanuel Macron, Keir Starmer e Friedrich Merz, e ha lasciato intendere di non voler perdere tempo in incontri che non portino risultati concreti.
Il leader repubblicano ha ricordato che l’82% degli ucraini, secondo un sondaggio, vorrebbe un accordo e ha criticato la mancanza di elezioni nel Paese. Ha parlato di caos legato alla corruzione e ha insistito sulla necessità di chiudere la guerra con un compromesso.
Zelensky, dal canto suo, ha ribadito che ogni decisione sul futuro dei territori dovrà passare attraverso il voto popolare, sia con elezioni sia con referendum. Ha sottolineato che il popolo ucraino deve avere l’ultima parola e che non esiste alcuna legittimità nel cedere terre senza consenso democratico.
Il confronto tra le posizioni mette in evidenza la distanza tra l’ottimismo di Kiev e il pragmatismo di Trump. Da un lato la fiducia nel piano in 20 punti e nella collaborazione con gli Stati Uniti, dall’altro il pressing del tycoon che chiede realismo e tempi rapidi.
La giornata di colloqui ha visto anche la partecipazione della Coalizione dei volenterosi, con discussioni su sicurezza e ricostruzione. Zelensky ha ringraziato gli americani per l’impegno e ha sottolineato che non ci saranno ritardi da parte ucraina. Ha ribadito che l’obiettivo è ottenere risultati concreti e che il lavoro proseguirà senza pause.
Il quadro resta incerto: mentre Kiev lavora a un piano dettagliato e cerca garanzie di sicurezza, Trump continua a spingere per un compromesso immediato. La sfida è trovare un equilibrio tra la necessità di difendere la sovranità ucraina e la pressione internazionale per chiudere un conflitto che continua a destabilizzare l’Europa.
(Red-Est/Adnkronos)

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