Violenza sessuale arresti domiciliari per medico indagato

Indagine a Trento su visite lavoro e abusi denunciati

Un medico è stato posto agli arresti domiciliari a Trento con l’accusa di violenza sessuale aggravata, al termine di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica e condotta dai Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (NAS).

Il provvedimento cautelare è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari su richiesta dell’autorità giudiziaria, a seguito di una prima denuncia presentata da una donna.

La denuncia e i primi riscontri

La vicenda ha avuto origine dalla segnalazione di una paziente che ha riferito di aver subito atti a sfondo sessuale non giustificabili da esigenze mediche durante una visita di medicina del lavoro.

A partire da questo elemento, la Procura ha delegato immediati accertamenti ai Carabinieri del NAS di Trento. Gli investigatori hanno quindi avviato una serie di audizioni, raccogliendo le testimonianze di numerose donne.

Dichiarazioni convergenti

Le persone ascoltate hanno fornito versioni tra loro coerenti e dettagliate, delineando un quadro ritenuto dagli inquirenti grave e concordante. La convergenza delle dichiarazioni ha rappresentato un elemento decisivo per l’adozione della misura cautelare.

Secondo quanto emerso, gli episodi contestati sarebbero avvenuti nell’ambito di visite professionali, sfruttando il contesto sanitario e il rapporto fiduciario tra medico e paziente.

Le accuse e le aggravanti

Al professionista vengono contestati i reati previsti dagli articoli 609 bis e 609 septies del codice penale, con l’aggravante di aver agito abusando della propria funzione di pubblico ufficiale e in presenza di una pluralità di vittime.

Proprio in virtù di tale aggravante, i reati contestati non richiedono la presentazione di querela da parte delle persone offese per poter procedere.

Indagini in corso

Gli investigatori non escludono che possano emergere ulteriori episodi e nuove vittime. L’attività prosegue per verificare eventuali altri casi riconducibili allo stesso contesto.

Il medico si trova attualmente agli arresti domiciliari, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e, come previsto dalla legge, vale il principio di non colpevolezza fino a eventuale sentenza definitiva.

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