Università fantasma, sequestri e 37 indagati a Napoli per diplomi

Università fantasma, sequestri e 37 indagati a Napoli per diplomi
Fonte Wikipedia

Finanza scopre falso ateneo: coinvolto anche Pippo Franco ignaro

Una presunta università priva di qualsiasi riconoscimento ufficiale avrebbe rilasciato per anni centinaia di diplomi di laurea e decine di lauree honoris causa, presentandosi come un regolare ateneo attraverso il proprio sito internet e i canali social. L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli, ha portato all’esecuzione di un decreto di sequestro preventivo disposto dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli nei confronti di 37 persone, indagate a vario titolo.

L’operazione è stata eseguita dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli e nasce da una segnalazione del Ministero dell’Università e della Ricerca, che ha consentito di avviare gli accertamenti sull’attività dell’ente.

L’indagine partita dalla segnalazione del Ministero

Le investigazioni hanno permesso di raccogliere elementi che, secondo l’ipotesi accusatoria, delineano l’esistenza di un’organizzazione dedita al rilascio di titoli universitari attraverso un ateneo che non risultava accreditato presso il Ministero dell’Università e della Ricerca e non era riconosciuto dal sistema universitario italiano.

Di conseguenza, l’ente non aveva alcuna autorizzazione a rilasciare titoli di studio aventi valore legale.

Per i 37 indagati vengono contestati, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere, falsità materiale commessa dal privato e contraffazione di pubblici sigilli.

Corsi online e quote di iscrizione

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il presunto ateneo promuoveva attraverso il proprio portale internet corsi di laurea triennale e magistrale in Sociologia e Scienze Turistiche.

Per l’iscrizione era prevista una quota annuale di 1.500 euro.

Sul sito comparivano inoltre riferimenti a presunti accreditamenti presso enti e registri pubblici, insieme all’utilizzo del logo della Regione Campania, elementi che avrebbero contribuito a conferire all’istituzione un’apparenza di ufficialità e affidabilità.

Documentati conferimenti di lauree e honoris causa

L’attività investigativa, sviluppata anche attraverso l’analisi di fonti aperte, ha consentito di individuare articoli, fotografie e filmati pubblicati online relativi a cerimonie di conferimento di lauree e di lauree honoris causa.

Tra i destinatari di questi riconoscimenti è stato individuato anche Pippo Franco, al quale sarebbe stata conferita una laurea honoris causa nel 2016.

Secondo quanto riferito dagli investigatori, l’attore e conduttore sarebbe completamente estraneo ai fatti contestati e ignaro dell’illecito, senza alcun coinvolgimento nell’inchiesta.

Nessuna sede universitaria e centinaia di certificati

Le perquisizioni eseguite nell’ambito dell’indagine hanno consentito di accertare l’assenza di una reale struttura universitaria.

Nel corso delle attività, presso le abitazioni dei principali indagati, la Guardia di Finanza ha sequestrato una consistente documentazione cartacea relativa al rilascio, tra il 2004 e il 2024, di 459 certificati di laurea destinati ad altrettanti soggetti.

Gli investigatori hanno inoltre rinvenuto documentazione riferita ad altri 49 titoli honoris causa, tutti recanti il sigillo contraffatto della Regione Campania.

Disposto il sequestro del sito e dei social

Alla luce degli elementi raccolti durante le indagini, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli ha disposto il sequestro preventivo del sito internet riconducibile al presunto ateneo, insieme alle relative pagine Facebook e Instagram.

Il provvedimento riguarda anche i certificati di laurea triennale e magistrale oggetto delle contestazioni formulate dalla Procura.

L’inchiesta prosegue per chiarire le responsabilità dei soggetti coinvolti e verificare l’intera attività dell’organizzazione che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe operato per circa vent’anni rilasciando titoli privi di qualsiasi valore legale e utilizzando simboli e riferimenti istituzionali per accreditarne l’autenticità.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*