Italia respinge le pressioni: sicurezza prima di ogni scelta UE
📌 Italia e Spagna si confrontano duramente sui controlli alle frontiere dopo l’emergenza migratoria a Ceuta. Madrid minaccia contromisure se Roma non revocherà le restrizioni entro domenica. Palazzo Chigi ribadisce: sicurezza nazionale prioritaria.
Cresce la tensione tra Roma e Madrid
Si inasprisce il confronto diplomatico tra Italia e Spagna sulla decisione del Governo italiano di mantenere i controlli alle frontiere dopo il massiccio afflusso di migranti registrato nei giorni scorsi verso l’exclave spagnola di Ceuta. Il caso ha assunto rapidamente una dimensione politica europea, con Madrid che ha fissato un termine preciso entro il quale Roma dovrebbe revocare le misure introdotte.
La presidenza del Governo spagnolo ha comunicato che, qualora i controlli non vengano ritirati entro domenica, saranno adottate misure definite “proporzionate” con l’obiettivo dichiarato di tutelare la dignità dei cittadini spagnoli. La posizione dell’esecutivo iberico rappresenta una netta presa di posizione contro una decisione ritenuta ingiustificata.
Palazzo Chigi respinge ogni ultimatum
La risposta dell’Italia è arrivata poche ore dopo attraverso una nota diffusa da Palazzo Chigi. Il Governo ha definito inaccettabile qualsiasi forma di pressione proveniente dall’estero quando sono in gioco la sicurezza nazionale e il controllo delle frontiere.
Pur ribadendo la volontà di mantenere rapporti positivi con la Spagna, considerata un Paese amico, l’Esecutivo italiano ha escluso qualsiasi compromesso sulla tutela della sicurezza, auspicando comunque il proseguimento di un dialogo istituzionale costruttivo tra i due Stati.
Madrid critica la sospensione di Schengen
Secondo il Governo spagnolo, la decisione italiana rappresenterebbe un provvedimento senza precedenti nella storia recente e sarebbe sostenuta da motivazioni considerate prive di fondamento. Madrid osserva che, per lo status speciale di Ceuta, i migranti arrivati nell’enclave non avrebbero comunque potuto raggiungere liberamente il resto dello spazio Schengen.
L’esecutivo guidato dalla Moncloa ricorda inoltre che negli ultimi anni l’Italia ha registrato un numero di attraversamenti irregolari superiore a quello della Spagna, senza che Madrid decidesse di sospendere gli accordi di libera circolazione.
Nel comunicato ufficiale viene inoltre sostenuto che i governi dovrebbero favorire la collaborazione tra Stati e perseguire l’interesse generale, evitando contrapposizioni ritenute prive di utilità.
La posizione del ministro José Manuel Albares
Il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha ribadito che, a giudizio del Governo di Madrid, non esistono le condizioni per mantenere le restrizioni introdotte dall’Italia.
Secondo Albares, la situazione nelle città autonome di Ceuta e Melilla sarebbe sotto controllo, grazie alle misure già adottate dalle autorità spagnole per gestire gli ingressi e rafforzare la sicurezza lungo la frontiera.
Piantedosi conferma le misure italiane
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha difeso la scelta del Governo intervenendo a Sorrento durante un evento di Fratelli d’Italia.
Il titolare del Viminale ha ricordato che gli Stati membri possono ricorrere temporaneamente a misure eccezionali quando vengono individuati potenziali rischi per la sicurezza nazionale. Secondo Piantedosi, le valutazioni effettuate dalle autorità italiane trovano riscontro anche nelle informazioni raccolte dagli organismi di intelligence e sicurezza spagnoli, che considererebbero fondato il rischio di nuovi tentativi di ingresso di massa.
Per questo motivo, ha spiegato il ministro, l’eventuale revisione della sospensione di Schengen sarà valutata soltanto dopo il 15 agosto, data indicata come particolarmente delicata.
Attesa per il possibile nuovo afflusso
Le autorità spagnole guardano con attenzione ai prossimi giorni, mentre continuano a circolare sui social network marocchini messaggi che invitano a una nuova mobilitazione diretta verso Ceuta.
Tra gli slogan più diffusi compare il termine “al-hajma”, traducibile come “l’offensiva”, con riferimento a un possibile nuovo tentativo collettivo di raggiungere l’enclave spagnola partendo dalla zona di confine di Fnideq.
Madrid sostiene di aver già rimpatriato quasi tutti i migranti entrati durante la precedente ondata, ma continua a prepararsi all’eventualità di nuovi arrivi.
Rafforzato il dispositivo di sicurezza a Ceuta
Nel frattempo la Spagna ha incrementato il dispositivo di sicurezza nell’exclave. Sono stati inviati ulteriori agenti della polizia antisommossa, portando a 225 il numero complessivo degli operatori impegnati.
Sono inoltre arrivati specialisti destinati alle attività di registrazione e identificazione dei migranti e personale dell’intelligence. Il dispositivo comprende anche un contingente rafforzato della Guardia Civil con oltre 200 unità e circa 2.000 militari impegnati nelle operazioni di controllo, tra cui operatori di droni, sommozzatori ed equipaggi di elicotteri.
Vittime e confronto politico interno
La situazione umanitaria continua a destare preoccupazione. Nelle ultime ore la Guardia Civil ha recuperato il corpo di un giovane morto durante un tentativo di raggiungere Ceuta via mare utilizzando un parapendio.
Il bilancio delle vittime resta ancora incerto. Le autorità parlano di 82 morti, mentre alcune organizzazioni non governative ritengono che il numero reale possa essere significativamente più elevato. Anche il dibattito politico interno alla Spagna si è intensificato, con richieste di chiarimenti rivolte al Governo e la convocazione di diversi ministri davanti al Senato.
Nel frattempo il primo ministro Pedro Sánchez ha riunito in videoconferenza i principali ministri competenti per fare il punto sulla gestione dell’emergenza migratoria e sulle misure da adottare nelle prossime settimane.

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