UE, 1433 anomalie sui fondi agricoli nel biennio 2022-2023

UE, 1433 anomalie sui fondi agricoli nel biennio 2022-2023
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Italia, allarme frodi PAC: chiesti più controlli e dati

Le segnalazioni di frodi e irregolarità legate ai finanziamenti europei per la politica agricola comune e lo sviluppo rurale hanno raggiunto, nel biennio 2022-2023, quota 1433 casi in Italia, per un importo complessivo di 137,6 milioni di euro di spesa sospetta o indebitamente percepita. Nel medesimo ambito, tra il 2020 e il 2023 la Corte dei conti ha pronunciato 230 sentenze di condanna per danni erariali connessi ai fondi agricoli, con obblighi di restituzione pari a 34,6 milioni di euro a carico dei responsabili.

Il quadro emerge dall’analisi sullo stato della prevenzione e del contrasto a irregolarità, frodi, corruzione e conflitti di interesse nella gestione della politica agricola comune, approvata dalla Sezione affari europei e internazionali della magistratura contabile con la Delibera n. 15/2025, che prende in esame il triennio 2022-2024. Nel documento viene descritto un sistema di controllo in evoluzione, in cui l’utilizzo di strumenti tecnologici avanzati – inclusi rilievi satellitari e piattaforme informatiche integrate – sta assumendo un ruolo centrale nella verifica delle domande di aiuto e nella tracciabilità dei flussi finanziari.

Sul fronte penale, la relazione richiama anche i dati più recenti della Procura Europea (Eppo), che nel report annuale 2024 segnala 117 indagini aperte riguardanti l’Italia in materia di fondi agricoli, concentrate in larga parte su falsificazioni documentali, false dichiarazioni sulla disponibilità dei terreni, assenza dei requisiti soggettivi per l’accesso ai contributi, mancata realizzazione degli interventi finanziati e rendicontazioni non veritiere. Le condotte contestate vanno dall’uso strumentale di società e aziende agricole di comodo alla creazione di titoli di pagamento privi di base reale, fino a schemi complessi di interposizione fittizia per eludere i controlli.

La Corte dei conti rileva che, nonostante la quantità di irregolarità emerse, negli ultimi anni si è registrato un rafforzamento della strategia antifrode, anche grazie alle linee di indirizzo adottate a livello nazionale e comunitario. In particolare, viene valorizzato il ruolo degli organismi pagatori e delle autorità di gestione regionali nel migliorare la qualità dei controlli preliminari sulle domande, nella selezione dei campioni da sottoporre a verifica in loco e nella collaborazione con l’Ufficio europeo per la lotta antifrode (Olaf) e con la stessa Eppo.

Un capitolo specifico dell’analisi è dedicato al potenziamento delle tecnologie di monitoraggio: l’impiego di immagini satellitari, dati georeferenziati e sistemi informatici connessi ai registri fondiari consente di verificare la reale coltivazione dei terreni, l’esistenza delle strutture finanziate e la coerenza tra superfici dichiarate e superfici effettive. Secondo la magistratura contabile, questi strumenti hanno prodotto un cambio di passo nei controlli, permettendo di individuare irregolarità difficilmente rilevabili con i soli controlli documentali tradizionali, come la frammentazione artificiosa delle aziende o l’uso di terreni non disponibili.

Nella parte conclusiva del documento, la Corte formula una serie di raccomandazioni alle amministrazioni centrali e regionali coinvolte nella gestione della PAC, definendo prioritaria la costruzione di una vera e propria “rete di sistema”. Tra gli obiettivi indicati vi sono il rafforzamento dei canali di comunicazione e di scambio dati tra organismi pagatori, autorità di gestione, forze di polizia, autorità giudiziaria e istituzioni europee, nonché il potenziamento di banche dati uniche interoperabili per tracciare in modo completo beneficiari, terreni, titoli e pagamenti.

La Corte sollecita inoltre la standardizzazione delle procedure e delle metodologie di lavoro utilizzate nei controlli, per ridurre le differenze operative tra regioni e organismi e rendere più prevedibile e uniforme l’azione di contrasto alle frodi. Una linea di intervento ritenuta essenziale riguarda la formazione congiunta del personale amministrativo, degli organi di controllo e degli operatori che assistono le aziende agricole, con l’obiettivo di diffondere criteri interpretativi omogenei e di riconoscere tempestivamente le situazioni di rischio.

Sul versante tecnologico, la magistratura contabile chiede un ulteriore passo avanti in termini di interoperabilità dei sistemi e di scambio in tempo reale delle informazioni, superando la frammentazione attuale tra piattaforme nazionali, regionali e comunitarie. Viene indicata come prioritaria l’adozione di strumenti in grado di garantire una governance dei dati che integri tecnologia, processi e risorse umane, così da prevenire le irregolarità già in fase di istruttoria e consentire un intervento rapido in caso di anomalie.

Alla luce delle irregolarità e delle frodi rilevate, la Corte dei conti ribadisce che la tutela dei fondi PAC non ha solo una valenza contabile, ma incide direttamente sulla credibilità delle politiche di sostegno al settore agricolo e sulla concorrenza tra imprese. Ogni euro sottratto indebitamente alle misure di sviluppo rurale e agli aiuti diretti compromette la capacità di sostenere le aziende realmente attive e di accompagnare la transizione verso modelli produttivi più sostenibili e innovativi.

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