Ucraina, colloqui Usa-Russia: progressi ma nessun accordo finale

Ucraina, colloqui Usa-Russia: progressi ma nessun accordo finale

 Mark Rutt pressione su Mosca, Trump insiste per chiudere la guerra

Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha parlato di “alcuni progressi” nei colloqui con la Russia per porre fine alla guerra in Ucraina. Dichiarazioni che arrivano mentre l’inviato speciale Usa Steve Witkoff, accompagnato da Jared Kushner, incontra a Kiev il presidente Volodymyr Zelensky. Rubio ha sottolineato che l’obiettivo è garantire sicurezza futura agli ucraini e creare le condizioni per la ricostruzione economica del Paese.

Il processo negoziale, guidato dagli Stati Uniti, è stato confermato anche dal segretario generale della Nato Mark Rutte, che ha ricordato gli incontri di Ginevra, Miami e Mosca. Rutte ha ribadito che, in assenza di risultati concreti, sarà necessario mantenere alta la pressione su Mosca attraverso il flusso costante di armi e l’efficacia delle sanzioni economiche. “È il modo migliore per cambiare i calcoli di Putin”, ha affermato, sottolineando che la Russia si sta preparando a un confronto di lungo periodo e che gli alleati devono rispondere con unità e determinazione.

Il colloquio di cinque ore tra Putin e Witkoff non ha portato ad accordi definitivi. Il consigliere diplomatico del Cremlino, Yuri Ushakov, ha parlato di una discussione “costruttiva” ma priva di compromessi sulle questioni territoriali. La Russia ha ricevuto altri quattro documenti americani, tutti orientati a una risoluzione pacifica di lungo termine, ma la distanza resta ampia.

Donald Trump ha definito la situazione “un vero casino”, ribadendo la necessità di fermare il “tritacarne” della guerra. L’Europa, intanto, teme di essere esclusa da un eventuale accordo bilaterale tra Washington e Mosca e guarda con preoccupazione alle pressioni esercitate dal Cremlino. Putin ha dichiarato che, se l’Europa vuole la guerra, la Russia è pronta, accusando i leader europei di ostacolare le proposte americane.

Sul terreno, la Russia rivendica la conquista di Pokrovsk come punto strategico nell’Ucraina orientale, mentre Kiev affronta scandali di corruzione e dimissioni di figure chiave. Gli attacchi con droni e missili hanno aggravato la crisi energetica, lasciando centinaia di migliaia di persone senza elettricità e riscaldamento. Zelensky accusa Mosca di voler spezzare la resistenza del Paese.

Il quadro internazionale resta complesso: la Russia rafforza i legami con Cina, Corea del Nord e Iran, mentre la Nato intensifica investimenti e sostegno militare a Kiev. Rutte ha ribadito che l’Ucraina ha bisogno di aiuti più che mai, soprattutto con l’arrivo dell’inverno. Il meccanismo Purl, che consente agli alleati di acquistare armi dagli Usa e consegnarle a Kiev, è stato indicato come strumento cruciale per garantire difesa immediata e prevenire nuove aggressioni.

La diplomazia continua a muoversi tra speranze e ostacoli. Gli Stati Uniti cercano di mediare, l’Europa teme concessioni inique, la Russia insiste sulle proprie posizioni. Il conflitto resta aperto e la strada verso la pace appare ancora lunga e incerta.

(Lal/Adnkronos)

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*