Trump e Kiev, il piano segreto che divide diplomazie

Trump e Kiev, il piano segreto che divide diplomazie

Dalla bozza in aereo al gelo tra Washington e Ucraina

Un piano nato quasi per caso, concepito durante un volo e presentato in modo improvvisato, ha acceso tensioni tra Washington e Kiev. Secondo la ricostruzione di Axios, Donald Trump ha inviato all’Ucraina un documento in 28 punti per chiudere la guerra con la Russia. Kiev lo ha respinto, chiedendo modifiche sostanziali.

Il percorso parte il 22 ottobre, quando Jared Kushner e Steve Witkoff, vicini al presidente, discutono di Ucraina dopo l’accordo di Gaza. Tre giorni dopo, a Miami, incontrano Kirill Dmitriev, emissario di Putin, per definire la bozza. L’iniziativa, approvata da Trump, coinvolge anche Marco Rubio e JD Vance, informati passo dopo passo.

Parallelamente, Witkoff e Kushner si confrontano con Rustem Umerov, consigliere di Zelensky, grazie alla mediazione di un alto funzionario del Qatar. Un colloquio telefonico con il presidente ucraino genera confusione: Kiev interpreta l’approccio come semplice brainstorming, mentre gli americani lo considerano una proposta formale.

Il 18 novembre, Axios rivela i contenuti: Donbass alla Russia, stop alla Nato in Ucraina, riduzione dell’esercito e rimozione delle sanzioni a Mosca. Condizioni giudicate un favore a Putin. Kiev rifiuta, annullando il previsto incontro in Turchia.

Washington tenta di ricucire inviando Dan Driscoll, ma il piano suscita reazioni negative in Europa. Trump insiste per una firma entro il 27 novembre, ma Zelensky ribadisce che il documento può essere solo base di discussione.

Il gelo porta Trump a mandare Rubio a Ginevra il 23 novembre. Gli Stati Uniti parlano di “offerta non definitiva”, Kiev usa toni più concilianti. L’Europa avanza una proposta alternativa, mentre il piano viene ridotto da 28 a 19 punti. Le trattative restano aperte, ma la distanza tra le parti rimane evidente.

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