Presidente Usa: chiesta revisione, Fifa ribadisce autonomia piena
L’espulsione dell’attaccante statunitense Folarin Balogun continua a far discutere anche fuori dal campo. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha infatti confermato di aver affrontato direttamente la vicenda con il presidente della FIFA, Gianni Infantino, chiedendo un riesame della decisione disciplinare che aveva coinvolto il calciatore americano. La squalifica, successivamente, è stata congelata nell’ambito dell’iter previsto dagli organi competenti della federazione internazionale.
Le dichiarazioni di Trump sono arrivate durante un intervento dallo Studio Ovale, dove il presidente ha ribadito la propria convinzione che l’episodio contestato non dovesse essere interpretato come un fallo.
Trump conferma la telefonata con Gianni Infantino
Donald Trump ha risposto affermativamente quando gli è stato chiesto se avesse parlato con Gianni Infantino della situazione di Folarin Balogun. Il presidente statunitense ha spiegato di aver ritenuto ingiusta l’espulsione dell’attaccante, sostenendo che l’azione fosse il risultato di un semplice scontro di gioco tra due calciatori.
Secondo Trump, l’intervento arbitrale avrebbe portato a una decisione difficilmente comprensibile, aggiungendo che, a suo giudizio, impedire al giocatore di scendere in campo avrebbe rappresentato un errore rilevante. Il presidente ha inoltre evidenziato l’importanza di poter schierare i migliori elementi disponibili, sottolineando che lo stesso principio vale anche per le altre nazionali impegnate nella competizione.
La richiesta di rivedere il provvedimento
Nel corso delle sue dichiarazioni, Donald Trump ha spiegato di aver chiesto alla FIFA di riesaminare il caso. Ha definito Folarin Balogun uno dei migliori giocatori della nazionale statunitense e ha ribadito di non aver condiviso il provvedimento disciplinare adottato dopo l’espulsione.
La vicenda, nel frattempo, è proseguita secondo le procedure previste dagli organi della federazione internazionale, che hanno disposto il congelamento della squalifica nell’ambito dell’esame del ricorso.
Le parole sull’arbitro Raphael Claus
Nel suo intervento, Donald Trump ha espresso anche valutazioni sull’arbitro brasiliano Raphael Claus, definendolo “un po’ sospetto” e richiamando il suo passato.
Il riferimento riguarda un’inchiesta parlamentare condotta in Brasile su presunti casi di partite truccate e scommesse nel campionato nazionale. Raphael Claus, nel 2024, fu ascoltato esclusivamente come testimone nell’ambito dell’indagine e non risultò mai indagato. Diversamente, un altro direttore di gara, Glauber do Amaral Cunha, fu coinvolto nelle verifiche investigative.
Sulla posizione di Raphael Claus non sono emersi elementi tali da impedirne l’attività internazionale. La FIFA, infatti, lo ha confermato tra gli arbitri designati anche per questa competizione dopo la partecipazione ai Mondiali disputati in Qatar nel 2022.
La posizione della FIFA
Anche Gianni Infantino ha confermato di aver ricevuto la telefonata del presidente degli Stati Uniti. Il numero uno della FIFA ha precisato di aver spiegato a Donald Trump che la questione era già oggetto di una procedura prevista dal regolamento federale.
Infantino ha sottolineato che gli organi disciplinari e giudiziari della FIFA operano in piena autonomia e indipendenza. Durante il colloquio, ha chiarito che il procedimento sarebbe stato esaminato dagli organismi competenti seguendo i tempi e le modalità stabilite dalla normativa della federazione internazionale.
Il caso resta nelle mani degli organi competenti
La vicenda relativa a Folarin Balogun continua quindi a seguire il percorso previsto dalla giustizia sportiva internazionale. Da un lato Donald Trump ha ribadito la propria contrarietà all’espulsione e ha confermato di essersi attivato personalmente presso il presidente della FIFA. Dall’altro, Gianni Infantino ha ricordato che ogni decisione disciplinare viene assunta esclusivamente dagli organismi indipendenti della federazione.
Il confronto tra i due presidenti conferma l’attenzione suscitata dal caso, ma la valutazione definitiva resta affidata alle procedure interne della FIFA, che ha ribadito l’autonomia dei propri organi giudicanti nella gestione della controversia.

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