Tromba d’aria su Cremona, sfollati e decine di feriti

I danni causati dal maltempo a Cremona - Vigili del Fuoco

Mattarella chiama il sindaco, Governo al fianco della città

Una violenta tromba d’aria accompagnata da grandine, pioggia intensa e raffiche di vento fino a 90 chilometri orari ha colpito Cremona, provocando danni estesi agli edifici, alle automobili e al patrimonio storico e religioso della città. Diverse famiglie sono state costrette ad abbandonare temporaneamente le proprie abitazioni, mentre 43 persone hanno fatto ricorso alle cure del pronto soccorso.

Nessuno dei feriti è stato classificato in codice rosso. I traumi sono stati provocati soprattutto dalle cadute e dai tentativi delle persone di trovare rapidamente un riparo dalla grandine.

La città è ora impegnata nella messa in sicurezza delle aree maggiormente colpite e nella prima valutazione delle conseguenze dell’eccezionale fenomeno atmosferico. Le operazioni dei vigili del fuoco, della Protezione civile, delle forze dell’ordine e dei tecnici proseguono senza sosta.

Mattarella telefona al sindaco Andrea Virgilio

Nel corso di un sopralluogo effettuato insieme ai vigili del fuoco, il sindaco di Cremona Andrea Virgilio ha ricevuto una telefonata del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Il Capo dello Stato ha espresso la propria vicinanza alla comunità cremonese, ai cittadini, all’amministrazione comunale e alla Diocesi. Il primo cittadino ha riferito di avere accolto il gesto con gratitudine e riconoscenza, sottolineando come Cremona non sia sola nell’affrontare questa fase di emergenza.

Virgilio è stato contattato anche dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha assicurato l’attenzione del Governo sulla situazione della città. Un contatto è arrivato inoltre dal ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, che, secondo quanto riferito dal sindaco, ha confermato l’attivazione delle strutture nazionali competenti.

Meloni segue l’emergenza e le operazioni di soccorso

Palazzo Chigi ha reso noto che Giorgia Meloni sta seguendo l’evoluzione dell’emergenza ed è in contatto con Musumeci, con il sottosegretario Alfredo Mantovano, con il capo del Dipartimento della Protezione civile Fabio Ciciliano e con le autorità locali.

L’obiettivo è verificare le necessità del territorio e seguire le operazioni di soccorso e assistenza alla popolazione. L’attenzione è rivolta in particolare ai feriti, alle persone che non possono rientrare nelle proprie abitazioni e ai danni causati dal maltempo.

Centinaia di tetti danneggiati e migliaia di auto colpite

Il primo bilancio restituisce la dimensione dell’emergenza. I dati disponibili parlano di centinaia di coperture delle abitazioni danneggiate, almeno dieci chiese interessate dagli effetti del maltempo e lesioni alla torre civica del Comune, uno dei luoghi simbolo di Cremona.

Danni ingenti sono stati segnalati anche alla Cattedrale e al Municipio.

La grandine ha inoltre colpito migliaia di automobili, mentre la violenza del vento ha provocato la caduta di alberi e rami e ha compromesso coperture ed elementi strutturali.

Particolarmente pesante il quadro nella zona meridionale della città, indicata dal sindaco tra quelle maggiormente interessate dal fenomeno.

In venti minuti una quantità eccezionale di pioggia

La violenza dell’evento emerge anche dai dati riferiti dal sindaco al termine della riunione mattutina del Centro operativo comunale della Protezione civile.

In appena 20 minuti sarebbe caduta una quantità di pioggia corrispondente all’80 per cento di quella normalmente registrata nell’intero mese di agosto. Il nubifragio è stato accompagnato da raffiche di vento fino a 90 chilometri orari.

Eccezionali anche le dimensioni della grandine: alcuni chicchi avrebbero raggiunto dieci centimetri di diametro.

Una combinazione di pioggia, vento e grandine che ha investito la città in un intervallo temporale molto breve, provocando contemporaneamente danni agli immobili, alla viabilità, ai veicoli e alle strutture pubbliche.

Quarantatré persone arrivate al pronto soccorso

Particolarmente impegnativo è stato il lavoro del sistema sanitario. Il temporale ha determinato l’arrivo di 43 persone al pronto soccorso di Cremona in un arco di tempo molto ristretto.

L’Asst ha precisato che non sono stati registrati codici rossi. Per affrontare il rapido incremento degli accessi sono stati immediatamente rafforzati i turni dei medici e degli infermieri del pronto soccorso e del personale della Radiologia.

La situazione sanitaria è successivamente rientrata verso la normalità. La maggior parte delle persone assistite è stata dimessa, mentre una persona è rimasta in osservazione e quattro pazienti hanno avuto necessità di ricovero.

Il sindaco ha ringraziato il personale sanitario per la risposta all’emergenza, insieme ai tecnici comunali e di Aem, alla Polizia locale, ai vigili del fuoco, alle forze dell’ordine, ai volontari della Protezione civile e ai cittadini che hanno collaborato nelle prime ore successive al disastro.

Oltre 500 interventi dei vigili del fuoco in Lombardia

L’emergenza non riguarda soltanto il capoluogo cremonese. In Lombardia sono stati effettuati oltre 500 interventi di soccorso tecnico urgente.

La provincia di Cremona resta una delle aree maggiormente impegnative. Le squadre stanno intervenendo per alberi e rami caduti o pericolanti, dissesti statici, coperture compromesse, elementi strutturali danneggiati, allagamenti e ostacoli presenti sulle strade.

Parallelamente continuano la pulizia della viabilità e le verifiche necessarie a consentire il ritorno nelle abitazioni dove le condizioni di sicurezza lo permetteranno.

Ancora difficile stabilire l’entità complessiva delle perdite nel settore agricolo. Saranno necessarie verifiche per comprendere quanto le precipitazioni, il vento e soprattutto la grandine abbiano compromesso il lavoro svolto nei campi.

Famiglie costrette a lasciare le proprie abitazioni

Tra le conseguenze più pesanti figurano le evacuazioni. Diverse famiglie hanno dovuto lasciare le proprie case a causa dei danni provocati alle coperture e alle strutture.

Il sindaco Virgilio ha spiegato che il bilancio economico non è ancora quantificabile. L’amministrazione è impegnata insieme alle strutture operative nel controllo degli edifici e nella gestione delle situazioni più urgenti.

La priorità resta la sicurezza delle persone, seguita dalla progressiva rimozione dei pericoli e dal ripristino delle normali condizioni di circolazione e accessibilità.

Danni pesanti anche a Torre de’ Picenardi

Le conseguenze del maltempo si estendono al territorio provinciale. Tra i comuni maggiormente colpiti figura Torre de’ Picenardi, dove il sindaco Marcello Volpi ha parlato di un bilancio pesante.

Il vento ha danneggiato beni pubblici e privati e ha disseminato strade e aree pubbliche di detriti e rami, rendendo necessari numerosi interventi di rimozione e messa in sicurezza.

La Regione Lombardia ha annunciato l’intenzione di chiedere l’estensione dello stato di emergenza alle province di Cremona, Mantova, Bergamo e Pavia, interessate dagli eventi meteorologici.

Il presidente della Regione Attilio Fontana sta seguendo la situazione insieme all’assessore regionale alla Protezione civile e Sicurezza Romano La Russa.

Maltempo anche in Veneto, 200 interventi

L’ondata di maltempo ha investito anche il Veneto, dove i vigili del fuoco hanno effettuato circa 200 interventi per i danni provocati dalle intense precipitazioni e dalle raffiche di vento.

Le criticità principali sono state registrate nella provincia di Verona, in particolare nei comuni di Isola della Scala, Bovolone e Cerea, oltre che nel Veneziano.

A Venezia, soprattutto nelle aree di Mestre e Marghera, gli interventi si sono concentrati sulla rimozione degli alberi pericolanti e sulla messa in sicurezza di pali dell’illuminazione e linee telefoniche abbattuti dal vento. Squadre operative anche nel Bellunese.

Il quadro meteorologico viene indicato in graduale miglioramento. Il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani ha firmato il decreto per la dichiarazione dello stato di emergenza regionale.

A Cremona, intanto, continua una lunga giornata di verifiche e interventi. Dopo la violenza della tromba d’aria, l’obiettivo immediato resta mettere in sicurezza gli edifici, assistere gli sfollati e completare la ricognizione dei danni provocati in pochi minuti da pioggia, vento e grandine.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*