Tre misure cautelari per i fondi illeciti nel Casertano

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Corruzione nel settore caseario: stop a maxi truffa a Caserta 

 

Santa Maria Capua Vetere, 2-03-2026 – Un sistema corruttivo finalizzato all’accaparramento illecito di ingenti risorse pubbliche è stato smantellato all’alba di oggi dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Aversa. L’indagine, che colpisce duramente il cuore produttivo della provincia di Caserta, ha portato all’esecuzione di tre ordinanze restrittive firmate dal G.I.P. del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Al centro dell’inchiesta si trova un meccanismo opaco volto a favorire indebitamente un’azienda attiva nella trasformazione del latte, attraverso la manipolazione di procedure amministrative, come riporta l’Ufficio Stampa Comando Generale Carabinieri.

Il provvedimento giudiziario ha colpito tre figure chiave: un esponente della pubblica amministrazione e due esponenti del mondo imprenditoriale lattiero-caseario. Per il pubblico ufficiale è scattato il divieto di dimora non solo nel territorio della Campania, ma anche nelle regioni confinanti, a testimonianza della gravità delle condotte contestate. I due titolari dell’azienda coinvolta, invece, sono stati raggiunti da un divieto di dimora limitato alla sola regione campana. Le accuse a loro carico spaziano dalla corruzione per l’esercizio della funzione alla falsità materiale, fino alla truffa aggravata per l’ottenimento di contributi statali.

L’inchiesta ruota attorno a un finanziamento di 13 milioni di euro, destinato alla creazione di un nuovo stabilimento industriale. Secondo gli inquirenti, grazie alla compiacenza del funzionario pubblico, la pratica sarebbe stata agevolata per garantire l’accesso ai fondi. Di questa somma, circa 4 milioni di euro erano già stati incassati dagli imprenditori a titolo di acconto prima che l’intervento della magistratura bloccasse l’operazione. L’intera struttura produttiva era già stata posta sotto sigilli nel dicembre del 2023, una decisione che ha retto il vaglio dei successivi gradi di giudizio.

La solidità dell’impianto accusatorio, seppur in fase preliminare, ha trovato riscontro nelle decisioni del Tribunale del Riesame e, infine, della Corte di Cassazione, che nel 2025 ha confermato il sequestro preventivo del sito industriale. Nonostante la gravità degli indizi raccolti dalla Procura guidata da Pierpaolo Bruni, resta fermo il principio di presunzione di innocenza per tutti i coinvolti. Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari, durante la quale le difese potranno presentare elementi a discolpa per contestare le misure adottate e chiarire la posizione dei propri assistiti nel futuro dibattimento processuale.

 

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