Tour de France, nuovi controlli antidoping dopo le polemiche

Test serali alle squadre, resta il dibattito sui controlli notturni

🚴 Nuovi controlli antidoping al Tour de France dopo le polemiche sui test notturni. Diverse squadre sono state sottoposte a verifiche serali. Resta acceso il dibattito tra corridori, sindacato e sostenitori dei controlli più rigorosi.


Nuovi controlli durante il giorno di riposo

Diverse squadre impegnate al Tour de France sono state sottoposte a controlli antidoping nel corso dell’ultimo giorno di riposo della corsa. Tra i team interessati figurano la Red Bull-Bora Hansgrohe, formazione del campione olimpico Remco Evenepoel, la Decathlon Cma Cgm e la Groupama-FDJ, oltre ad altre squadre presenti in gara.

A differenza dei controlli effettuati nella notte precedente, le verifiche si sono svolte in orario serale e non nel cuore della notte, pur sorprendendo in alcuni casi i corridori già a riposo.

I controlli nelle varie squadre

La Red Bull-Bora Hansgrohe ha confermato che tutti gli otto corridori della squadra sono stati sottoposti ai test intorno alle ore 22.00. A renderlo noto è stato un portavoce del team, mentre il team manager Ralph Denk ha spiegato che alcuni atleti stavano già dormendo quando sono arrivati gli ispettori.

Anche la Decathlon Cma Cgm ha confermato i controlli sui sette corridori ancora in gara, effettuati intorno alle 20.30. Verifiche antidoping hanno interessato inoltre le squadre Picnic-PostNL, Jayco-AlUla e Bahrain Victorious.

Le proteste dei corridori

Il tema dei controlli antidoping è diventato centrale dopo quanto accaduto nella notte precedente alla tappa di montagna. Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard erano infatti stati sottoposti ai controlli dell’International Testing Agency (ITA) rispettivamente alle cinque e alle due del mattino.

La procedura ha suscitato le critiche di diversi protagonisti del Tour. Pogacar ed Evenepoel hanno definito quei controlli irrispettosi e particolarmente gravosi per gli atleti, parlando di modalità considerate incompatibili con il recupero necessario prima di una tappa impegnativa.

Il ritiro di Vingegaard

Nella giornata successiva ai controlli notturni Jonas Vingegaard è caduto durante una tappa di montagna, riportando la frattura della clavicola e dovendo abbandonare la corsa. In seguito Pogacar ha ipotizzato che il sonno disturbato potesse aver inciso sulla concentrazione del rivale, pur senza stabilire un rapporto diretto tra i due eventi.

L’episodio ha alimentato ulteriormente il confronto sull’opportunità di effettuare verifiche antidoping nelle ore notturne durante una competizione così impegnativa.

Il ruolo dell’ITA e le regole sui controlli

Dal 2021 l’International Testing Agency opera come organismo indipendente incaricato dall’Unione Ciclistica Internazionale di gestire il programma antidoping. Normalmente i controlli vengono effettuati nella fascia oraria compresa tra le 5 e le 23.

Per i test eseguiti nella notte precedente, l’ITA aveva ottenuto un’autorizzazione specifica da un giudice di Parigi per poter procedere anche fuori dagli orari ordinari.

Opinioni divise nel mondo del ciclismo

Sulla vicenda emergono posizioni differenti all’interno del movimento ciclistico. Il sindacato dei corridori professionisti CPA ha definito la procedura controproducente, ritenendo che possa compromettere il recupero fisico degli atleti.

Di diverso avviso Jonathan Vaughters, team manager della EF Education, che ha sostenuto pubblicamente l’efficacia dei controlli notturni. L’ex corridore, che in passato ha ammesso di aver fatto uso di sostanze dopanti durante la propria carriera, ha spiegato che test effettuati nelle ore notturne rappresentano uno degli strumenti più efficaci per contrastare pratiche come il microdosaggio di Epo, ormone della crescita e testosterone.

Un tema che richiama il passato del ciclismo

Il dibattito si inserisce in un contesto segnato dalla lunga storia del doping nel ciclismo professionistico. Tra gli anni Novanta e i primi Duemila numerosi protagonisti del Tour de France sono risultati positivi ai controlli antidoping oppure hanno successivamente ammesso di aver fatto ricorso a sostanze vietate.

Anche per questo motivo il tema dell’efficacia dei controlli continua a rappresentare uno degli argomenti più delicati del ciclismo internazionale, chiamato a trovare un equilibrio tra la tutela dell’integrità sportiva e il rispetto delle condizioni di recupero degli atleti durante la competizione.

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