Flydubai a Tabuk dopo lo scontro in salvo tutti i 27 bambini
📌 FLASH NEWS – Scontro tra piloti sul volo Flydubai Dubai-Tel Aviv, atterrato a Tabuk con 174 passeggeri, tra cui 27 bambini. Netanyahu parla di un tentativo di schianto. La compagnia conferma la lite, ma le cause sono ancora sotto indagine
Un violento scontro nella cabina di pilotaggio ha costretto il volo Flydubai FZ1073, diretto da Dubai a Tel Aviv, a interrompere il viaggio e raggiungere l’aeroporto di Tabuk, in Arabia Saudita. A bordo si trovavano 174 passeggeri, compresi 27 bambini. L’emergenza ha aperto un’indagine sulle responsabilità dell’accaduto e sul sospetto che uno dei piloti intendesse provocare lo schianto del velivolo.
La compagnia emiratina ha confermato una lite tra i piloti, precisando che l’equipaggio presente sull’aereo ha riportato la situazione sotto controllo e consentito un atterraggio sicuro. Le motivazioni restano da accertare: Flydubai ha invitato a evitare conclusioni premature durante la ricostruzione ufficiale dei fatti.
La discesa improvvisa e il cambio di rotta
L’emergenza è avvenuta mentre il velivolo sorvolava l’Arabia Saudita. Le ricostruzioni riportano una brusca perdita di quota, da circa 34.000 piedi a un’altitudine compresa tra 16.000 e 17.000 piedi. I resoconti disponibili divergono sulla durata esatta della discesa.
È stato quindi trasmesso un segnale di emergenza generale, seguito da un codice relativo a un dirottamento. L’aereo si è diretto verso la Giordania, entrando nel suo spazio aereo, prima di tornare verso il territorio saudita.
Alcuni passeggeri, nelle testimonianze raccolte da Haaretz, hanno descritto momenti di perdita di controllo del velivolo e l’intervento di persone che avrebbero forzato l’accesso alla cabina.
L’intervento a bordo e le accuse israeliane
Secondo le ricostruzioni dei media israeliani, il copilota avrebbe cercato di impossessarsi dei comandi. A contrastarlo sarebbero intervenuti il comandante, alcuni passeggeri e altri piloti presenti sul volo. L’intervento di un equipaggio di riserva e l’atterraggio a Tabuk sono riportati anche da Reuters, mentre la compagnia mantiene aperta la verifica sulle cause dell’aggressione.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che un pilota avrebbe accoltellato l’altro e apparentemente tentato di far precipitare l’aereo. Ha definito l’accaduto un episodio di estrema gravità per la sicurezza.
Netanyahu ha inoltre riferito che il presunto aggressore è stato arrestato dalle autorità saudite, che stanno conducendo gli interrogatori. Il coinvolgimento israeliano riguarda gli accertamenti sull’eventuale natura terroristica dell’azione.
Il movente resta oggetto di indagine
Una fonte israeliana di alto livello, citata da N12, ha sostenuto che l’obiettivo fosse far schiantare il velivolo, richiamando gli attentati dell’11 settembre 2001. La stessa ricostruzione, tuttavia, non presenta come definitivamente accertata la matrice terroristica.
Tra le ipotesi riportate figurano anche un’intenzione suicida e un attacco deliberato contro i passeggeri. Nessuna di queste motivazioni è stata confermata da Flydubai, che ha rimandato alle conclusioni dell’inchiesta.
Anche le informazioni sulle identità dei piloti richiedono cautela. I media indiani hanno indicato Smit Machchhar, cittadino indiano ed ex pilota di SpiceJet, come comandante del volo. La compagnia non ha pubblicato nomi o nazionalità dei due membri dell’equipaggio coinvolti.
I danni alla coda e il trasferimento dei passeggeri
Le immagini del Boeing 737 MAX dopo l’atterraggio mostrano una parte mancante del timone sullo stabilizzatore verticale. Arik Zer, già responsabile della sicurezza aerea dello Shin Bet, ha ipotizzato su Channel 12 un collegamento tra il danno e la rapida discesa. Si tratta di una valutazione che dovrà essere verificata dagli accertamenti tecnici.
Flydubai ha inviato due aerei sostitutivi a Tabuk per assistere passeggeri ed equipaggio. Il successivo volo diretto a Tel Aviv è arrivato a destinazione, secondo quanto riferito da Yedioth Ahronoth.
La compagnia ha infine precisato che l’episodio non ha avuto ripercussioni sulle altre operazioni programmate della propria rete.

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