Terremoto in Venezuela, tre italo-venezuelani tra le vittime

Terremoto in Venezuela, tre italo-venezuelani tra le vittime

Cinque feriti e 35 dispersi, proseguono soccorsi e aiuti internazionali

Caracas, 26 giugno 2026 – Si aggrava il bilancio del violento terremoto che ha colpito il Venezuela. Tra le vittime figurano anche tre cittadini italo-venezuelani. A confermarlo è stato il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, nel corso di un punto stampa a Dubrovnik. Il ministro ha inoltre riferito che risultano cinque feriti accertati e 35 dispersi appartenenti alla comunità italo-venezuelana residente nel Paese sudamericano.

Antonio Tajani ha spiegato che i dati disponibili restano ancora provvisori e destinati a essere aggiornati con il proseguire delle operazioni di ricerca. Ha ricordato inoltre che gli italiani iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero in Venezuela sono circa 150 mila e che, al momento, non è possibile conoscere con precisione la situazione sotto le macerie nelle aree più colpite.

Le squadre di soccorso continuano senza sosta a lavorare nelle zone settentrionali del Venezuela, devastate da due forti scosse di terremoto registrate a pochi minuti di distanza l’una dall’altra. Secondo l’Istituto geologico degli Stati Uniti, i due eventi sismici hanno raggiunto una magnitudo di 7,2 e 7,5, risultando tra i più intensi registrati nel Paese in oltre un secolo.

Il bilancio complessivo delle vittime continua ad aumentare. Le autorità venezuelane parlano di circa 600 morti e di migliaia di feriti. Il ministro della Salute, Carlos Alvarado, ha riferito che centinaia di persone sono giunte prive di vita o sono decedute al loro arrivo nelle strutture sanitarie. Restano inoltre oltre 50 mila i dispersi, mentre le ricerche procedono tra edifici crollati e quartieri gravemente danneggiati.

Le conseguenze del sisma hanno coinvolto un’ampia parte del territorio nazionale. Le scosse sono state avvertite in numerose regioni del Venezuela e gli effetti si sono estesi fino all’Amazzonia brasiliana, dove diversi edifici sono stati evacuati in via precauzionale.

Tra le aree maggiormente colpite figura la regione costiera di La Guaira, a nord di Caracas. Qui si registrano alcuni dei danni più gravi e il principale aeroporto del Paese è stato chiuso a causa delle lesioni riportate dalle infrastrutture, rendendo più difficoltoso l’arrivo degli aiuti umanitari e delle squadre di emergenza.

Nelle città interessate dal terremoto migliaia di residenti sono scesi in strada per cercare familiari e conoscenti dispersi. I soccorritori continuano a estrarre superstiti dalle macerie, mentre in molti casi sono gli stessi cittadini a partecipare alle operazioni di ricerca utilizzando mezzi di fortuna. Tra le persone recuperate figurano anche bambini e animali rimasti intrappolati sotto gli edifici crollati.

Il terremoto ha provocato anche una vasta mobilitazione internazionale. Dalla Spagna è stato confermato il decesso di due cittadini spagnoli, mentre risultano ancora dispersi altri 80 connazionali. Tra le vittime sono stati segnalati anche sei cittadini portoghesi.

Gli Stati Uniti hanno annunciato la sospensione temporanea, fino al 23 ottobre, di alcune sanzioni economiche nei confronti del Venezuela per consentire le operazioni finanziarie necessarie all’invio di aiuti umanitari destinati alla popolazione colpita dal disastro.

Anche l’Italia ha attivato il proprio dispositivo di assistenza. Da Pratica di Mare è decollato un velivolo dell’Aeronautica Militare con a bordo squadre dei Vigili del Fuoco e operatori dei Servizi Sanitari Regionali destinati a rafforzare gli interventi di soccorso. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha sottolineato che la missione è stata organizzata in coordinamento con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e con il Dipartimento della Protezione Civile, per garantire un sostegno concreto alle popolazioni colpite dal sisma e alla comunità venezuelana.

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