Cede parte di un centro commerciale, dispersi dei dipendenti
🔴 Terremoto 7.1 scuote il Giappone Terremoto di magnitudo 7.1 nel sud del Giappone: gravi danni a Kumamoto, crolla parte dell’Aeon Mall di Kashima. Si cercano dispersi. Revocato l’allarme tsunami, blackout e incendi in diverse aree di Kyushu giapponese.
Una violenta scossa di terremoto di magnitudo 7.1 ha colpito il Giappone meridionale, interessando in particolare la prefettura di Kumamoto, sull’isola di Kyushu. Il sisma è stato registrato alle 16:27 ora locale, le 9:27 in Italia, provocando crolli, interruzioni della corrente elettrica, incendi e danni alle infrastrutture.
Le conseguenze più gravi segnalate nelle ore successive riguardano l’Aeon Mall di Kashima, dove una parte del secondo piano è crollata. Secondo le prime informazioni diffuse dai media giapponesi, nell’edificio si trovavano ancora alcuni dipendenti e si teme per la sorte di diverse persone. Le operazioni di ricerca e soccorso sono in corso.
L’evento sismico ha interessato un’area già duramente colpita dal terremoto del 2016. Danni sono stati registrati anche al castello di Kumamoto, mentre circa 45 mila abitazioni e strutture della prefettura sono rimaste senza energia elettrica. L’allarme tsunami inizialmente diramato è stato successivamente revocato.
Crollo all’Aeon Mall di Kashima dopo il terremoto
L’emergenza più grave si è concentrata nel centro commerciale Aeon Mall di Kashima, nella prefettura di Kumamoto. Dopo la forte scossa, il personale della struttura aveva avviato l’evacuazione dei clienti. Successivamente una parte del secondo piano è collassata.
I media giapponesi hanno riferito di persone rimaste intrappolate e dipendenti dei quali non si hanno ancora notizie. Le prime segnalazioni hanno inoltre indicato un forte rumore compatibile con un’esplosione, ma le cause del cedimento dovranno essere accertate.
Le immagini diffuse dalle emittenti giapponesi mostrano una porzione dell’edificio gravemente danneggiata, con parti delle pareti esterne distrutte. Le squadre di emergenza sono intervenute nell’area per individuare le persone eventualmente rimaste all’interno.
Le informazioni disponibili nelle prime ore successive alla scossa restano in evoluzione. Le autorità stanno verificando l’entità complessiva delle conseguenze del sisma e del successivo crollo.
Vittime, feriti e persone disperse nella prefettura
Il terremoto ha provocato conseguenze anche in altre zone della prefettura di Kumamoto. Una persona è morta nel crollo di un’abitazione, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Kyodo.
Risultano inoltre dispersi alcuni operai di una cartiera situata nella prefettura. Le verifiche proseguono mentre le autorità raccolgono segnalazioni provenienti dalle diverse località raggiunte dal sisma.
La prima ministra giapponese Sanae Takaichi ha riferito nelle ore successive al terremoto che era ancora in corso la valutazione del numero dei feriti e dell’entità dei danni materiali. Le prime ricognizioni hanno segnalato interruzioni dell’elettricità , incendi, edifici crollati e danni a strade e ponti.
Il quadro resta quindi legato agli accertamenti condotti sul territorio, soprattutto nelle zone maggiormente interessate dal movimento tellurico.
Danni alle mura dello storico castello di Kumamoto
La scossa ha interessato anche uno dei principali monumenti della regione. Una parte delle mura del castello di Kumamoto è crollata in seguito al terremoto, secondo quanto riferito dai media giapponesi.
La fortezza aveva già subito danni rilevanti durante la sequenza sismica del 2016, quando un terremoto di magnitudo 7.3 aveva provocato il cedimento di torrette e porzioni delle strutture difensive. Da allora erano stati avviati lunghi interventi di restauro, ancora non completamente conclusi.
Il castello, costruito tra il 1601 e il 1607 per volontà di Kato Kiyomasa, rappresenta uno dei complessi fortificati più importanti del Giappone. Le sue mura furono progettate con una particolare curvatura per rendere difficile la scalata da parte degli assalitori.
La struttura ebbe inoltre un ruolo durante la rivolta di Satsuma del 1877, quando le forze imperiali resistettero all’assedio delle truppe ribelli guidate da Saigo Takamori.
Allarme tsunami revocato dopo circa due ore
Subito dopo il terremoto era stato diramato un allarme tsunami. L’Agenzia Meteorologica Giapponese ha successivamente revocato l’avviso, rimuovendolo poco meno di due ore dopo la scossa.
L’attenzione delle autorità si è quindi concentrata sulle conseguenze del terremoto nelle aree interne di Kyushu e in particolare nella prefettura di Kumamoto, dove sono stati segnalati i danni più rilevanti.
La scossa principale è stata registrata nel pomeriggio giapponese e nelle ore successive altre scosse hanno interessato la stessa area, mentre proseguivano le attività di soccorso e le verifiche sugli edifici e sulle infrastrutture.
Blackout per circa 45 mila utenze a Kumamoto
Tra gli effetti immediati del terremoto figurano anche estese interruzioni della fornitura elettrica. Secondo Kyushu Electric Power, circa 45 mila abitazioni e strutture sono rimaste senza corrente nella prefettura di Kumamoto.
Il sisma ha inoltre provocato incendi in alcune aree e danni alla rete viaria, con segnalazioni riguardanti strade, ponti ed edifici. Le autorità stanno effettuando controlli per stabilire l’estensione dei problemi e individuare le zone maggiormente colpite.
Sul fronte nucleare, non sono state rilevate anomalie immediate negli impianti della regione. L’Autorità di regolamentazione nucleare del Giappone ha comunicato che i siti sottoposti a verifica non presentavano problemi riconducibili alla scossa.
Kyushu Electric Power ha riferito che i tre reattori nucleari operativi nella regione al momento del terremoto hanno continuato a funzionare normalmente.
Soccorsi concentrati nelle aree colpite dal sisma
Le operazioni di emergenza restano concentrate soprattutto nella prefettura di Kumamoto. La priorità riguarda la ricerca delle persone disperse e l’assistenza ai feriti, insieme alla verifica della stabilità degli edifici danneggiati.
Particolare attenzione è rivolta all’Aeon Mall di Kashima, dove il cedimento di parte della struttura ha rappresentato uno degli episodi più gravi registrati dopo il terremoto.
Parallelamente vengono effettuati controlli sulle infrastrutture, sulle abitazioni e sulle attività produttive interessate dalla scossa. L’entità definitiva delle vittime e dei danni resta oggetto di accertamento, mentre le squadre di soccorso continuano a operare nelle zone colpite.
Un forte terremoto di magnitudo 7.1 ha, quindi, colpito il sud del Giappone oggi, martedì 28 luglio. A riferirlo l’Agenzia meteorologica giapponese, che ha emesso un allarme tsunami poi revocato.
La scossa, che ha raggiunto il livello massimo possibile (pari a sette) sulla scala di intensità sismica giapponese Shindo, si è verificata alle 16.27 ora locale (7.27 ora italiana) sull’isola di Kyushu. Almeno 50 persone sono rimaste ferite e diversi edifici sono crollati. Un sisma di magnitudo 7.2 aveva colpito il Giappone settentrionale il 25 giugno, senza tuttavia causare morti o danni importanti.
Secondo la tv giapponese Nhk 12 case sono crollate, registrando quattro casi in cui delle persone sono rimaste intrappolate all’interno. “Stiamo ancora valutando la portata delle persone coinvolte e dei danni alle proprietà , ma sono stata informata che ci sono già diversi feriti”., ha dichiarato la premier giapponese, Sanae Takaichi, dando un primo bilancio del sisma. “Sono in corso blackout e incendi in alcune aree, strade e ponti sono stati danneggiati e edifici crollati”, ha poi aggiunto.
Dopo la potente scosssa circa 45.060 abitazioni e impianti sono privi di elettricità nella prefettura di Kumamoto, riferisce il gestore Kyushu Electric Power, precisando che tre reattori nucleari della regione hanno continuato a funzionare normalmente. Non sono state infatti segnalate anomalie immediate nelle centrali nucleari, rende noto l’Autorità di regolamentazione nucleare giapponese. La società di servizi elettrici locale, Kyushu Electric Power, ha comunicato che tre reattori nucleari in funzione nella regione al momento del sisma hanno continuato le loro normali attività .
Farnesina: “In zona sisma pochi connazionali, consolato a Osaka segue situazione”
Nella zona colpita dal forte terremoto “ci sono pochi connazionali”. Al momento, riferiscono fonti della Farnesina, “non abbiamo segnalazioni ma la situazione è in evoluzione”. Il consolato a Osaka è quello competente per la zona e sta seguendo la situazione.
Kumamoto era stata colpita nel 2016 da due terremoti devastanti: uno di magnitudo 6,5, seguito due giorni dopo da un altro di magnitudo 7,3, che avevano causato 273 morti e oltre 2.800 feriti. Un terremoto di magnitudo 7.2 aveva inoltre colpito il nord del Giappone il 25 giugno scorso, senza provocare vittime o danni significativi.
“Quando si è verificato il terremoto, le scosse sono state così forti che non riuscivo a stare in piedi”, ha dichiarato alla televisione, mezz’ora dopo il sisma, un dipendente della Nhk nella prefettura di Kumamoto, dove è avvenuta la scossa. “È stato davvero molto forte. Le scosse continuano mentre vi parlo. Alcune persone, me compreso, hanno sentito il cuore battere forte”, ha aggiunto.
L’attività sismica in Giappone
Il Giappone è uno dei Paesi con maggiore attività sismica al mondo, trovandosi sopra quattro importanti placche tettoniche lungo il margine occidentale della ‘Cintura di fuoco’ del Pacifico. L’arcipelago, che ospita circa 125 milioni di persone, sperimenta centinaia di scosse ogni anno e rappresenta circa il 18% dei terremoti mondiali: la stragrande maggioranza è di entità lieve, sebbene i danni causati varino a seconda della loro posizione e della profondità sotto la superficie terrestre in cui si verificano.
Il Paese porta ancora il peso della memoria di un forte terremoto sottomarino di magnitudo 9.0 nel 2011, che ha scatenato uno tsunami che ha ucciso o lasciato dispersi circa 18.500 persone e ha devastato la centrale nucleare di Fukushima. Il 20 aprile di quest’anno, una scossa di magnitudo 7.7 ha colpito il nord del Paese, ferendo almeno 10 persone e facendo tremare i grandi edifici a Tokyo. Ciò ha spinto le autorità a emettere un avviso speciale che mette in guardia contro il rischio accresciuto di terremoti di magnitudo 8.0 o superiore.

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