Strage di Capodanno in Svizzera, una candela scintillante è la causa più probabile

Strage di Capodanno in svizzera, una candela scintillante è la causa più probabile

Crans-Montana, almeno 47 morti e oltre cento feriti

Una notte di festa si è trasformata in tragedia a Crans-Montana, rinomata località sciistica del Canton Vallese, dove un incendio seguito da esplosioni ha devastato un locale notturno durante i festeggiamenti di Capodanno. Il bilancio provvisorio è drammatico: almeno 47 persone hanno perso la vita e 112 risultano ferite, molte delle quali in condizioni gravissime. Tra le vittime e i feriti figurano numerosi giovani stranieri, inclusi cittadini italiani; secondo le prime informazioni, sarebbero 19 gli italiani coinvolti, di cui sei ancora dispersi.

L’incendio è scoppiato intorno all’1.30 all’interno del bar-discoteca “Le Constellation”, un locale in legno molto frequentato da ragazzi tra i 15 e i 20 anni. Nel momento del rogo all’interno si trovavano oltre un centinaio di persone, forse molte di più secondo alcune testimonianze. Le fiamme si sono propagate in pochi istanti, generando panico e scene descritte dai presenti come “apocalittiche”: persone ustionate, corpi a terra, tentativi disperati di fuga in un ambiente saturo di fumo e calore.

Secondo una prima ricostruzione, il rogo sarebbe stato innescato da fuochi pirotecnici utilizzati per accompagnare bottiglie di champagne. Le scintille avrebbero raggiunto il soffitto rivestito da pannelli fonoassorbenti altamente infiammabili, favorendo una rapida propagazione delle fiamme in tutto il locale, anche attraverso i condotti di aerazione. Le autorità svizzere hanno escluso l’ipotesi terroristica, concentrando le indagini sulle condizioni strutturali e sulle misure di sicurezza del club.

Il locale si sviluppava su due livelli, con la discoteca situata nel seminterrato e collegata all’uscita principale da una scala stretta e tortuosa. Proprio questo elemento potrebbe aver contribuito all’elevato numero di vittime: nel panico generale si sarebbe creato un effetto imbuto che ha rallentato l’evacuazione. Alcuni testimoni parlano anche di vie di fuga insufficienti o non chiaramente segnalate, mentre altri riferiscono che una porta sul retro sarebbe risultata bloccata.

I soccorsi sono scattati immediatamente: vigili del fuoco, polizia ed elicotteri hanno operato per ore, evacuando i feriti e mettendo in sicurezza l’area, interdetta al pubblico. Gli ospedali del Vallese hanno rapidamente raggiunto il limite di capienza, rendendo necessari trasferimenti in altre strutture, tra cui Losanna, Zurigo e Basilea. In Italia è stato attivato il piano per le maxi-emergenze al Centro Grandi Ustioni dell’ospedale Niguarda di Milano, dove sono già arrivati i primi feriti.

Sul piano istituzionale, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato l’invio di una task force a supporto dei connazionali coinvolti e ha invitato le famiglie a contattare l’Unità di crisi della Farnesina. Messaggi di cordoglio sono arrivati dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e da diversi leader europei.

La magistratura del Canton Vallese ha aperto un’inchiesta per accertare eventuali responsabilità. Restano da chiarire il rispetto delle norme antincendio, la capienza effettiva del locale e le autorizzazioni concesse per l’evento di Capodanno. Intanto Crans-Montana, meta turistica internazionale e sede di futuri eventi sportivi di rilievo, si risveglia sotto shock, segnata da una delle più gravi tragedie avvenute in Svizzera negli ultimi anni.

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