Gli Akram in hotel filippino prima della strage
Lo Stato Islamico ha celebrato come “fonte di orgoglio” la sparatoria di Bondi Beach, in Australia, avvenuta durante la cerimonia di Hanukkah. Nel messaggio diffuso su Telegram, l’organizzazione jihadista ha evitato di rivendicare un coinvolgimento diretto, limitandosi a esaltare l’attacco che ha provocato 15 vittime e decine di feriti, alimentando paura e tensione nella comunità ebraica locale.
Secondo le ricostruzioni, i responsabili della strage, Sajid e Naveed Akram, padre e figlio, avevano soggiornato per settimane a Davao City, nel sud delle Filippine, presso il GV Hotel, una struttura economica dove una camera doppia costa circa 15 dollari a notte. Il personale ha raccontato che i due uomini uscivano raramente dalla stanza, confermando di settimana in settimana la prenotazione e pagando sempre in contanti. “Il massimo che sono stati fuori è stata un’ora”, ha riferito un dipendente.
Nei giorni precedenti, alcuni media australiani avevano ipotizzato un addestramento militare ricevuto dagli Akram da gruppi affiliati all’ISIS nelle Filippine. Le autorità locali hanno però respinto tali ricostruzioni, definendole “fuorvianti” e prive di fondamento. Resta tuttavia il sospetto che il soggiorno a Davao possa aver rappresentato una fase preparatoria dell’attacco.
La strage di Bondi Beach ha scosso l’opinione pubblica internazionale, riportando al centro il tema della radicalizzazione transnazionale e delle connessioni tra cellule jihadiste in Asia e azioni terroristiche in Occidente. Le indagini proseguono con la collaborazione tra intelligence australiana e filippina, nel tentativo di chiarire i movimenti degli attentatori e le eventuali complicità.
(Vsn/Adnkronos)

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