Spadafora, arresti per voto di scambio politico mafioso e corruzione

Indagine nel Messinese sulle elezioni comunali del 2024

I Carabinieri della Compagnia di Milazzo hanno eseguito una misura cautelare personale emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Messina, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Il provvedimento riguarda tre persone ritenute coinvolte, a vario titolo, nelle ipotesi di reato di voto di scambio politico mafioso e corruzione elettorale aggravata dal metodo mafioso.

La misura degli arresti domiciliari è stata disposta nei confronti del sindaco di Spadafora e di due fratelli, rispettivamente di 55 e 51 anni, ritenuti dagli investigatori contigui alla famiglia mafiosa dei cosiddetti “Saraceno”.

Le indagini sulle elezioni comunali del 2024

L’inchiesta ha preso avvio nell’aprile del 2024 a seguito di una denuncia ed è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Messina – Direzione Distrettuale Antimafia. Gli accertamenti si sono concentrati sulle consultazioni amministrative svoltesi l’8 e il 9 giugno 2024 nel Comune di Spadafora.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbero stati raccolti elementi indiziari che consentirebbero di ipotizzare un condizionamento mafioso della competizione elettorale. In particolare, i due fratelli avrebbero garantito sostegno elettorale al candidato poi risultato vincitore, procurando voti anche al di fuori della propria cerchia familiare e facendo leva sulla percezione della loro vicinanza ad ambienti della criminalità organizzata.

Le presunte utilità ottenute dopo l’elezione

Sempre secondo l’impostazione accusatoria, dopo l’elezione il sindaco avrebbe adottato una serie di atti amministrativi finalizzati a soddisfare richieste avanzate dai due fratelli.

Tra i benefici contestati figurano l’assegnazione di parcheggi pubblici come pertinenza di immobili privati, agevolazioni fiscali relative all’Imu ritenute non dovute, procedure facilitate per l’ottenimento di documentazione necessaria alla gestione di questioni legali riguardanti immobili sequestrati e modifiche della destinazione d’uso di alcuni fabbricati.

Gli investigatori ritengono che tali interventi abbiano generato vantaggi economici e amministrativi in favore degli indagati.

Contestata anche un’ipotesi di corruzione elettorale

L’attività investigativa ha inoltre portato alla contestazione di una presunta ipotesi di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio. Nell’inchiesta risulta coinvolta anche un’insegnante di 51 anni, indagata ma non destinataria di misure cautelari.

Secondo l’accusa, la donna avrebbe ricoperto il ruolo di segretaria di una sezione elettorale durante le consultazioni comunali del 2024. In tale veste avrebbe fornito informazioni in tempo reale al candidato sindaco sull’andamento delle operazioni di voto, compiute da persone anziane o con disabilità, e sarebbe intervenuta su alcune schede ritenute nulle o contestabili modificandone l’esito in favore dello stesso candidato.

Le utilità contestate dagli investigatori

In cambio di tali comportamenti, sempre secondo la ricostruzione investigativa, la donna avrebbe ottenuto diverse utilità. Tra queste figurerebbero un incarico volontario conferito dal Comune di Spadafora nell’ambito delle attività legate al settore scolastico e l’ammissione di un proprio familiare a un progetto di servizio civile retribuito presso la Pro Loco del comune messinese.

Le accuse formulate dagli inquirenti sono attualmente al vaglio dell’autorità giudiziaria. Come previsto dall’ordinamento, gli indagati devono essere considerati presunti innocenti fino all’eventuale accertamento definitivo delle responsabilità con sentenza irrevocabile.

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