Mobilitazione nel sud Italia contro le basi e il carovita
NAPOLI, 19-02-2026 – Il capoluogo campano si trasforma nel fulcro nevralgico della resistenza civile contro le politiche di militarizzazione e l’escalation bellica globale. Sabato 21 febbraio 2026, presso gli spazi dell’ex Asilo Filangieri, il Coordinamento Nazionale No NATO darà vita alla seconda Assemblea Nazionale, dedicata nello specifico alle istanze e alle realtà territoriali del centro-meridione. L’incontro, fissato per le ore 14.30 nel cuore di vico Giuseppe Maffei, giunge in una fase di estrema criticità internazionale e mira a consolidare il fronte di opposizione già manifestatosi lo scorso gennaio a Milano, chiamando a raccolta comitati, movimenti studenteschi e collettivi operai pronti a contestare la partecipazione attiva dell’Italia ai conflitti internazionali.
Il manifesto politico dell’assemblea pone l’accento sulla gestione delle infrastrutture belliche presenti sul suolo nazionale, denunciando una vera e propria erosione della democrazia locale. Secondo gli organizzatori, la fitta rete di basi, poligoni di tiro, antenne e installazioni radar gestite direttamente dagli USA e dall’Alleanza Atlantica rappresenta una ferita aperta nel concetto di autodeterminazione. Questa presenza, definita come un’occupazione non solo militare ma anche sociale e politica, prosciugherebbe risorse pubbliche vitali che vengono sistematicamente sottratte ai servizi essenziali per essere convogliate verso l’industria degli armamenti. Il grido che si leva da Napoli punta a evidenziare come le scuole, le università e gli spazi comuni siano diventati terreni di conquista per una propaganda bellicista che impoverisce i territori e soffoca il dissenso delle avanguardie di lotta.
Uno degli elementi centrali della giornata napoletana sarà la presentazione ufficiale di un corposo dossier analitico, frutto di un lungo lavoro di inchiesta dal basso condotto dai vari organismi territoriali. Il documento mappa con precisione scientifica e passione civile le installazioni militari presenti nella penisola, offrendo ai cittadini uno strumento di conoscenza tecnica indispensabile per la battaglia politica. Nelle intenzioni del Coordinamento, questo rapporto non costituisce affatto un punto d’arrivo statistico, bensì un trampolino di lancio per nuove indagini pratiche. L’invito rivolto alle comunità è quello di utilizzare questi dati per smascherare l’impatto ambientale e sociale delle servitù militari, spesso nascoste dietro il segreto di Stato ma pesantissime nel condizionare la salute e il futuro dei cittadini.
PARTECIPANTI E INTERVENTI (in aggiornamento)
- Movimento NO MUOS
- Comitato no F-35 Trapani-Birgi
- Lavoratori Leonardo di Grottaglie
- Lavoratori Leonardo di Nola
- Osservatorio contro la Militarizzazione delle Scuole e Università
- Centro culturale Handala Ali
- Global Sumud Flotilla – Stefano Bertoldi
- Rete BDS Napoli
- Docenti per Gaza
- Sanitari per Gaza
- Missionario Colombiano – Alex Zanotelli
- GAP – Giuristi avvocati per la Palestina
- Tavolo Uniti Contro la Guerra
- Rete Antimilitarista per la Pace
- Movimento Disoccupati 7 Novembre
- Cantiere Scampia
- Comitato Pace Disarmo e Smilitarizzazione
- Asilo ex Filangieri Bene Comune
- Movimento Vesuvio Libero
- Movimento Bagnoli – Villa Medusa
- Disarma
- Passo Passo
- Gallery Art
- Generazioni Future
- Civico 7
- Brigate Verdi
- No Green Pass e oltre
- Comitato Vele, Cantiere 167
- No War Valle del Sacco
- Iskra
- Coordinamento Pro Palestina Torre del Greco
- Consulta Popolare Salute e Sanità della Città di Napoli
- Free Assange Napoli
- PeaceLink Campania
- Coordinamento No Riarmo
- UDAP
- Sindacato Sociale di Base
- SI COBAS
- COBAS Scuola
- Sindacato FISI
- ANPI sez. Napoli est
- UDS-Link
- Consolato del VENEZUELA
- Associazione ITALIA – CUBA
- Partito dei CARC
- Partito Comunista di Unità Popolare
- Noi Comunisti
- Ancora Italia
L’appello per l’assemblea richiama con forza le recenti mobilitazioni che hanno visto protagonista la classe operaia organizzata, con un riferimento esplicito all’eroismo dei lavoratori portuali del Calp di Genova. La pratica del blocco delle merci destinate ai teatri di guerra è indicata come il modello vincente da estendere e replicare su scala nazionale. L’assemblea di Napoli cercherà di trasformare l’energia di queste proteste spontanee e dei cortei autunnali in una strategia coordinata e duratura. Non si tratta più solo di scendere in piazza per una singola data, ma di costruire una rete permanente capace di spezzare le catene della collaborazione dell’Italia alle guerre di aggressione imperialista, restituendo centralità alla volontà popolare contro le decisioni assunte dai vertici di Bruxelles e Washington.
L’assemblea si concluderà con la definizione di una piattaforma di rivendicazione che mette al centro il benessere collettivo e la dignità del lavoro. La richiesta che emergerà con forza da Napoli è lo spostamento immediato dei miliardi di euro previsti per il comparto difesa verso la protezione dei diritti sociali, il contrasto alla povertà dilagante e la tutela dell’ambiente. In un clima di crescente repressione verso chi si oppone allo status quo, il movimento No NATO ribadisce che solo attraverso l’unità delle forze e la consapevolezza diffusa sarà possibile fermare la corsa verso la “Terza guerra mondiale a pezzi”. La giornata del 21 febbraio rappresenta dunque un momento di riscatto per il sud Italia, che sceglie di non essere più una piattaforma logistica per la morte, ma un laboratorio di pace e sovranità autentica.
Per informazioni, e organizzazione assemblea rivolgersi al Coordinamento Nazionale No NATO: coordinamentonazionalenonato@
Telegram: https://t.me/CoordNazNoNATO
Sito: https://www.noguerranonato.

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