Sondaggio elettorale rafforza i partiti maggiori nel Paese

Sondaggio elettorale rafforza i partiti maggiori nel Paese

Nel nuovo rilevamento Swg cresce il divario a Roma tra i poli

Il nuovo sondaggio Swg diffuso il 19 gennaio 2026 per il Tg La7 delinea un quadro politico in cui le principali forze consolidate rafforzano la propria posizione, mentre alcune formazioni mostrano segnali di arretramento. La rilevazione, elaborata in un clima politico già carico di attese per eventuali scenari elettorali, conferma Fratelli d’Italia come primo partito con un ulteriore incremento, seppur contenuto, che consolida la leadership della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La formazione di governo avanza dello 0,2% e raggiunge il 31,1%, ampliando il margine sul Partito Democratico, anch’esso in lieve crescita.

Il Pd, guidato da Elly Schlein, registra infatti un progresso dello 0,1% e si attesta al 22,4%, mantenendo una traiettoria stabile e confermando la propria capacità di intercettare una parte significativa dell’elettorato progressista. La distanza tra i due principali poli rimane ampia, ma la dinamica delle ultime settimane mostra un consolidamento parallelo, segno di una polarizzazione che continua a caratterizzare il panorama politico nazionale.

In controtendenza il Movimento 5 Stelle, che perde lo 0,3% e scivola al 12,4%. Il calo, pur non drammatico, conferma una fase complessa per la formazione guidata da Giuseppe Conte, che fatica a mantenere il peso elettorale degli anni precedenti. La flessione appare particolarmente significativa se confrontata con la stabilità degli altri partiti di opposizione.

Nel centrodestra, Forza Italia registra un lieve miglioramento, crescendo dello 0,1% e raggiungendo l’8,4%. Il partito approfitta del rallentamento della Lega, che scende dall’8,3% all’8% netto, confermando una fase di oscillazione che prosegue da mesi. Il dato evidenzia un riequilibrio interno alla coalizione, con FI che recupera terreno mentre il partito di Matteo Salvini mostra segnali di affaticamento.

In calo anche Verdi e Sinistra, che si fermano al 6,4%, un risultato che interrompe la stabilità delle settimane precedenti e suggerisce una possibile dispersione del voto nell’area progressista più radicale. Le formazioni minori restano invece su livelli distanti dalla soglia di competitività nazionale: Azione si colloca al 2,8%, Italia Viva al 2%, +Europa all’1,3% e Noi Moderati all’1,2%. Percentuali che, pur non sorprendenti, confermano la difficoltà di queste sigle nel ritagliarsi uno spazio significativo nel quadro politico attuale.

Il sondaggio, nel suo insieme, restituisce l’immagine di un sistema politico che tende a ricompattarsi attorno ai partiti maggiori, con movimenti limitati ma costanti che rafforzano le posizioni già consolidate. Le variazioni registrate, pur contenute, delineano un equilibrio in cui Fratelli d’Italia e Pd continuano a crescere parallelamente, mentre il M5S arretra e il centrodestra ridefinisce i propri pesi interni. Un quadro che, se confermato nelle prossime settimane, potrebbe incidere in modo significativo sulle strategie dei partiti in vista dei futuri appuntamenti politici.

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