Smantellata rete di truffe e riciclaggio, venti misure cautelari

Smantellata rete di truffe e riciclaggio, venti misure cautelari

Operazione Fake Check: sequestri e indagini in tutta Italia oggi

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Operazione Fake Check: venti misure cautelari per truffa, riciclaggio e falso. Sequestri e indagini coordinate a Foggia.

Parole chiave
Operazione Fake Check, Polizia Postale, truffa, riciclaggio, Foggia

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La Polizia di Stato ha eseguito una vasta operazione di polizia giudiziaria che ha portato all’applicazione di venti misure cautelari nei confronti di altrettanti indagati, ritenuti coinvolti, a vario titolo, in un’associazione per delinquere finalizzata alla truffa, al riciclaggio di denaro, alla falsificazione di documenti e ad altri reati. Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Foggia su richiesta della Procura della Repubblica del capoluogo dauno.

L’intervento rappresenta il risultato di una lunga attività investigativa denominata “Fake Check”, sviluppata dalla Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica di Foggia con il coordinamento della Procura della Repubblica. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo criminale avrebbe operato su scala nazionale con una base organizzativa tra il territorio foggiano e quello napoletano.

Le misure cautelari disposte dal GIP

L’ordinanza cautelare riguarda complessivamente venti persone. Per nove indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, altri nove sono stati posti agli arresti domiciliari, mentre due sono stati sottoposti all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

L’operazione ha coinvolto oltre ottanta agenti della Polizia di Stato appartenenti al Servizio Polizia Postale di Roma, ai Centri Operativi per la Sicurezza Cibernetica di Bari, Napoli, Reggio Calabria, Ancona e Pescara, oltre alla Sezione Operativa Sicurezza Cibernetica di Foggia e ai Reparti Prevenzione Crimine di San Severo, Bari e Napoli.

Come agiva il gruppo criminale

Secondo gli elementi raccolti durante le indagini, il sodalizio avrebbe organizzato un articolato sistema di truffe rivolto sia ai cittadini sia alle compagnie assicurative.

Le vittime sarebbero state contattate telefonicamente da persone che si presentavano come operatori di istituti di credito. Con il pretesto di mettere al sicuro i risparmi da presunte operazioni fraudolente, i truffatori invitavano gli utenti a compilare assegni bancari e a inviare tramite WhatsApp fotografie dei titoli emessi.

Successivamente gli assegni venivano versati su conti correnti aperti fraudolentemente e il denaro sarebbe stato prelevato attraverso sportelli bancari o ATM dai componenti dell’organizzazione.

Le indagini hanno inoltre evidenziato un sistema fondato sulla produzione di documenti di identità falsi, assegni bancari contraffatti e sulla ricettazione di titoli di pagamento utilizzati per alimentare il circuito illecito.

Coinvolti anche un praticante avvocato e un dipendente assicurativo

Tra i destinatari della misura cautelare figurano anche un praticante avvocato e un dipendente di una delle compagnie assicurative rimaste vittime delle truffe.

Secondo l’ipotesi investigativa, entrambi avrebbero fornito informazioni ricavate dalla banca dati aziendale, consentendo all’organizzazione di individuare dati utili alla pianificazione delle attività illecite.

Sequestri durante le perquisizioni

Nel corso delle perquisizioni domiciliari gli investigatori hanno sequestrato telefoni cellulari, computer, hard disk, documenti di identità falsificati, denaro contante, carte di pagamento e documentazione ritenuta riconducibile alle truffe oggetto dell’inchiesta.

Particolare rilievo assume il ritrovamento di un supporto informatico contenente software grafici utilizzati, secondo gli investigatori, per modificare assegni bancari e realizzare documenti di identità contraffatti.

Nello stesso dispositivo sarebbero state rinvenute anche le matrici falsificate degli assegni clonati, emessi originariamente dalle persone truffate e successivamente utilizzati dall’organizzazione criminale.

Truffe per oltre 750 mila euro

Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di raccogliere elementi nei confronti degli indagati relativamente a truffe pianificate per un valore superiore a 750 mila euro.

Le attività svolte dagli investigatori hanno inoltre impedito la monetizzazione di oltre 400 mila euro che, grazie anche alla collaborazione degli istituti di credito e delle compagnie assicurative coinvolte, sono stati restituiti ai legittimi titolari.

Al termine dell’indagine sono stati segnalati all’Autorità giudiziaria, oltre ai venti destinatari delle misure cautelari, altri ventinove soggetti ritenuti, secondo l’ipotesi accusatoria, coinvolti nell’agevolare le attività dell’organizzazione.

Le precisazioni sul procedimento

La Polizia Postale sottolinea che l’operazione conferma il costante impegno nel contrasto ai reati di truffa informatica, riciclaggio e falsificazione documentale, ribadendo l’importanza della tempestiva denuncia da parte delle vittime.

Il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari. Come previsto dall’ordinamento, gli indagati devono essere considerati innocenti fino all’eventuale accertamento definitivo delle responsabilità con sentenza irrevocabile.

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