Braccianti pagati tre euro l’ora, scattano misure cautelari ora
🚨 Due imprenditori arrestati nel Casertano con l’accusa di caporalato aggravato. Secondo le indagini, braccianti stranieri irregolari lavoravano fino a 14 ore al giorno per circa 3 euro l’ora, senza tutele e in condizioni ritenute gravemente sfruttate.
Sfruttamento del lavoro scoperto durante un’ispezione
Due imprenditori dell’Agro Aversano sono stati arrestati in flagranza dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Caserta, con il supporto del Comando Provinciale di Napoli, nell’ambito di un’indagine relativa a presunti episodi di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro aggravato. L’operazione è stata eseguita durante un’attività ispettiva che ha consentito ai militari di ricostruire le condizioni in cui sarebbero stati impiegati numerosi lavoratori agricoli. L’inchiesta riguarda imprenditori attivi nel commercio all’ingrosso di prodotti agricoli, nell’allevamento e nella produzione di ortaggi, settori nei quali, secondo quanto emerso dagli accertamenti, sarebbero state commesse le violazioni contestate.
Braccianti reclutati in strada e trasportati nei campi
Nel corso delle verifiche, gli investigatori hanno rilevato che i lavoratori, prevalentemente cittadini indiani presenti irregolarmente sul territorio nazionale, sarebbero stati reclutati direttamente lungo le strade e successivamente accompagnati nei terreni agricoli a bordo di un furgone riconducibile a uno degli indagati. L’attività di reclutamento, secondo l’ipotesi accusatoria, avveniva senza alcuna forma di regolare assunzione, inserendo i braccianti in un sistema lavorativo caratterizzato da condizioni ritenute gravemente lesive dei diritti fondamentali.
Turni fino a quattordici ore e compensi minimi
Le verifiche hanno permesso di accertare che i lavoratori avrebbero affrontato giornate comprese tra dieci e quattordici ore consecutive, ricevendo una retribuzione di circa tre euro per ogni ora di lavoro. Secondo gli elementi raccolti durante le indagini, ai braccianti non sarebbe stato garantito il riposo settimanale e non sarebbe stata riconosciuta la possibilità di assentarsi in caso di malattia. Le pause durante la giornata lavorativa sarebbero state limitate a pochi minuti e, sempre secondo quanto contestato, ai lavoratori sarebbe stato impedito perfino l’utilizzo del telefono cellulare durante l’attività nei campi.
Lavoro anche con caldo estremo e durante l’uso di pesticidi
Uno degli aspetti ritenuti più gravi dagli investigatori riguarda le modalità operative imposte ai braccianti. I lavoratori sarebbero stati costretti a proseguire l’attività agricola anche in presenza di condizioni meteorologiche particolarmente difficili, sia durante precipitazioni sia nelle ore caratterizzate da temperature elevate. Inoltre, secondo quanto emerso dagli accertamenti, avrebbero continuato a operare mentre venivano distribuiti pesticidi nelle coltivazioni. Sempre secondo la ricostruzione degli investigatori, i braccianti non disponevano di dispositivi di protezione individuale, circostanza ritenuta in contrasto con le norme poste a tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
La decisione del Tribunale di Napoli Nord
Dopo la convalida dell’arresto, il Tribunale di Napoli Nord ha disposto per entrambi gli indagati la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria competente. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e le misure adottate hanno natura esclusivamente cautelare, sulla base degli elementi indiziari raccolti fino a questo momento.
Controlli inseriti nella campagna nazionale contro il caporalato
L’attività investigativa è nata nell’ambito della campagna straordinaria nazionale promossa dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e condotta dal Nucleo Ispettorato del Lavoro di Caserta. Alle operazioni hanno partecipato anche l’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Caserta e l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) attraverso il progetto A.L.T. Caporalato T.R.E., finanziato dal Fondo FAMI 2021-2027, iniziativa finalizzata alla tutela dei lavoratori migranti maggiormente esposti a situazioni di vulnerabilità e sfruttamento.

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