Scontro su Ceuta, Madrid accusa Roma. Tajani: sbarchi in calo!..

Scontro su Ceuta, Madrid accusa Roma. Tajani: sbarchi in calo!..

Crisi migratoria, botta e risposta tra Spagna e Italia in Europa

📌Ceuta riaccende lo scontro tra Spagna e Italia sulla gestione dei flussi migratori. Il ministro José Manuel Albares attacca Roma, ma Antonio Tajani replica con i numeri: irregolari -60% dal 2023 e sbarchi -80% nei primi sette mesi del 2026.


Ceuta riapre il confronto sulla gestione dei flussi migratori

La crisi migratoria che interessa Ceuta torna ad alimentare le tensioni politiche tra Spagna e Italia, alla vigilia della riunione dei ministri dell’Interno dell’Unione europea convocata per affrontare l’emergenza. Il confronto si è acceso dopo le dichiarazioni del ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares, che ha criticato apertamente alcuni governi europei ritenuti, a suo giudizio, non adeguati nella gestione del fenomeno migratorio, indicando esplicitamente l’Italia.

Secondo Albares, Roma continua a confrontarsi con difficoltà strutturali nella gestione degli sbarchi a Lampedusa, sostenendo che la situazione non sia stata risolta negli ultimi anni. Nel corso dell’intervista concessa all’emittente televisiva spagnola TVE, il capo della diplomazia iberica ha inoltre evidenziato come la Spagna registri un numero inferiore di ingressi irregolari rispetto all’Italia.

Il riferimento a Lampedusa e alla tutela di Schengen

Nel suo intervento, José Manuel Albares ha affermato che Ceuta e Melilla non hanno mai costituito una minaccia per l’integrità dello spazio Schengen, mentre avrebbe individuato elementi di maggiore vulnerabilità in altri territori dell’Unione europea.

Le dichiarazioni arrivano nel pieno del confronto europeo sulla risposta alla pressione migratoria, tema destinato a occupare il centro del vertice dei ministri dell’Interno. La questione riguarda sia la gestione delle frontiere esterne sia le eventuali misure straordinarie da adottare per contenere gli ingressi irregolari.

La replica di Antonio Tajani con i dati sugli sbarchi

La risposta italiana è arrivata poche ore dopo attraverso il ministro degli Esteri e vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani, che ha affidato ai social la propria replica.

“Al ministro degli Esteri spagnolo non rispondo io, ma i numeri”, ha scritto Tajani, richiamando i dati sull’andamento degli arrivi irregolari via mare.

Secondo quanto riportato dal ministro, dal 2023 gli ingressi irregolari in Italia sarebbero diminuiti del 60% su base annua. Inoltre, tra gennaio e luglio 2026 gli sbarchi risultano inferiori dell’80% rispetto allo stesso periodo del 2023.

Tajani ha aggiunto che al 15 luglio 2026 gli arrivi irregolari via mare sono stati 15.323, dato che corrisponderebbe a una riduzione del 54% rispetto al 2025 e del 50% rispetto al 2024.

Gli accordi bilaterali e il nuovo Patto europeo

Il ministro degli Esteri ha attribuito questi risultati al lavoro diplomatico svolto con otto Paesi di origine e di transito dei migranti, finalizzato alla promozione di canali regolari e sicuri d’ingresso e al contrasto delle organizzazioni criminali che gestiscono il traffico di esseri umani.

Nel messaggio diffuso sui social, Antonio Tajani ha inoltre sostenuto che il nuovo Patto europeo su asilo e migrazione rispecchi in larga parte l’impostazione promossa dall’Italia, richiamando anche l’esperienza politica dei governi guidati da Silvio Berlusconi.

Lo stesso Tajani ha poi spostato l’attenzione sulla situazione di Ceuta, osservando che oltre cinquemila migranti arrivati nell’enclave spagnola proverrebbero dall’area subsahariana e, secondo quanto dichiarato, non potrebbero essere rimpatriati né rinviati in Marocco. Da qui gli interrogativi sul loro futuro e sulla loro eventuale destinazione.

La posizione della Lega

Alla polemica si è aggiunta anche la presa di posizione della Lega.

Simonetta Matone, ex magistrato e deputata del partito, ha criticato le parole del ministro spagnolo, definendole una provocazione. Nella sua dichiarazione ha ricordato le misure adottate dalla Spagna per fronteggiare gli ingressi dal Marocco, citando l’impiego dell’esercito e delle barriere galleggianti utilizzate per scoraggiare i tentativi di attraversamento a nuoto.

Secondo l’esponente della Lega, tali interventi renderebbero incoerenti le critiche rivolte all’Italia sulla gestione dei flussi migratori.

La notifica italiana sulla sospensione di Schengen

Nel frattempo è arrivata anche una conferma da Bruxelles.

Una fonte della Commissione europea ha riferito che l’Italia ha notificato ufficialmente la sospensione dell’accordo di Schengen, nell’ambito delle misure adottate dopo la crisi migratoria che interessa Ceuta.

La stessa fonte ha precisato che, al momento della comunicazione, nessun altro Stato membro dell’Unione europea aveva presentato un’analoga richiesta di sospensione dell’accordo sulla libera circolazione successivamente all’emergenza sviluppatasi nell’enclave spagnola.

Il confronto resta aperto

La vigilia del vertice europeo si apre quindi con un duro confronto politico tra Madrid e Roma, mentre il tema della gestione dei flussi migratori continua a rappresentare uno dei principali dossier dell’Unione europea.

Le posizioni espresse dai rappresentanti dei due governi evidenziano approcci differenti nella lettura della situazione e delle possibili soluzioni, in un contesto che rimane al centro del dibattito europeo sulla sicurezza delle frontiere esterne e sull’applicazione delle norme previste dall’area Schengen.

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