Sanremo, Sal Da Vinci trionfa: la mia è la vittoria di un popolo

Sanremo, Sal Da Vinci trionfa: la mia è la vittoria di un popolo

 L’artista festeggia a Sanremo e conferma: sì all’Eurovision 

SANREMO, 1 marzo 2026 – L’emozione di chi ha rincorso un sogno per decenni senza mai lasciarsi abbattere dalle porte chiuse si legge chiara negli occhi di Sal Da Vinci. Il vincitore della 76esima edizione del Festival di Sanremo ha aperto il suo cuore durante l’incontro con i giornalisti, descrivendo il successo come un traguardo collettivo, una conquista che appartiene non solo a lui, ma a tutta quella parte di società che crede nella costanza e nel lavoro duro. Il cantante ha spiegato come la sensazione provata sul palco dell’Ariston sia ancora vivida, un calore umano travolgente che ha trasformato una competizione canora in una festa di popolo.

Poco prima di fare il suo ingresso ufficiale davanti alla stampa, l’artista ha ricevuto il sostegno telefonico di Geolier. Un momento di grande intensità che Sal Da Vinci ha voluto rendere pubblico, dichiarando di voler dividere simbolicamente il trofeo con il giovane collega. Nelle parole del vincitore, questo gesto serve a completare un percorso iniziato anni prima, riconoscendo l’importanza della cultura popolare che entrambi rappresentano. La musica partenopea, ha sottolineato l’artista, non ha mai avuto bisogno di autorizzazioni formali per risuonare nel mondo, ma questo riconoscimento ufficiale a Sanremo chiude definitivamente un’epoca di pregiudizi, celebrando tredici tentativi di partecipazione andati a vuoto prima della vittoria definitiva.

Al centro del successo c’è “Per sempre sì”, un brano nato da una dedica profonda alla moglie Paola. L’artista ha parlato con estrema tenerezza della compagna di una vita, definendola il suo pilastro fondamentale, la persona che gli ha permesso di non soccombere alle difficoltà di un ambiente spesso spietato. Il loro rapporto, iniziato nei primi anni Ottanta con un bacio a Posillipo, si è evoluto in una comprensione silenziosa, una simbiosi che ha protetto la sensibilità dell’uomo dietro l’artista. Questa stabilità familiare è stata la bussola che ha permesso alla “nave” di Sal Da Vinci di attraccare finalmente in un porto sicuro nonostante le tempeste professionali.

Con la vittoria in tasca, l’attenzione si sposta ora sul panorama europeo. Sal Da Vinci ha sciolto ogni riserva riguardo alla partecipazione all’Eurovision Song Contest, confermando la sua presenza con un deciso “Sì”. La manifestazione è vista dal cantante come una piattaforma fondamentale per promuovere messaggi di pace e unione universale, obiettivi che la musica deve perseguire per sua natura. L’entusiasmo per portare l’identità sonora italiana fuori dai confini nazionali è palpabile, vissuto non come un onere burocratico ma come un impegno civile e artistico di altissimo profilo.

Durante la conferenza non sono mancate le domande su questioni extra-musicali. Nello specifico, l’artista ha dovuto smentire categoricamente alcuni contenuti virali che circolavano sui social media riguardo a sue presunte posizioni politiche su temi referendari. Sal Da Vinci ha chiarito di non essersi mai esposto su tali argomenti, etichettando le indiscrezioni come “fake news” e rivendicando la propria libertà di cittadino di mantenere privata la propria opinione nelle sedi opportune, lontano dalle strumentalizzazioni della rete che troppo spesso colpiscono chi raggiunge una grande visibilità.

Nonostante il trofeo tra le mani, Sal Da Vinci ci tiene a mantenere i piedi ben saldi a terra. Si è autodefinito un “operaio della musica”, un lavoratore che ha iniziato a calcare le scene a soli sette anni e che non intende cambiare approccio ora che è arrivata la gloria. Il premio non resterà in una teca chiusa, ma verrà portato a Napoli, tra le strade del quartiere La Torretta, dove tutto è cominciato. Lì, dove da bambino sognava tirando calci a un pallone tra uno spettacolo e l’altro, l’artista vuole celebrare con la sua comunità. Il consiglio per il sé stesso del passato? Rimanere eternamente bambini, conservando quella purezza che oggi gli permette di godersi il trionfo con la stessa meraviglia di cinquant’anni fa.

(Ler/Adnkronos)

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