Russia, Tajani: rischio sul voto e attacchi ibridi in Europa

Russia, Tajani: rischio sul voto e attacchi ibridi in Europa

Asset russi per Kiev, Roma chiede solide garanzie giuridiche

📌 FLASH NEWS – Tajani avverte: possibili tentativi russi di condizionare le elezioni nei Paesi Ue e attacchi ibridi anche contro l’Italia. Sugli asset di Mosca congelati per Kiev, sì di principio ma solo con serie garanzie giuridiche, dice.


Tajani avverte sul rischio di interferenze elettorali

La possibilità di tentativi russi di condizionare le elezioni nei Paesi dell’Unione europea non può essere esclusa e richiede un’azione preventiva. È il messaggio lanciato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani durante un punto stampa a Wicklow, in Irlanda, a margine della ministeriale europea.

Il titolare della Farnesina è intervenuto dopo l’attacco ibrido attribuito alla Russia contro l’aeroporto di Lipsia e ha affrontato direttamente la questione della possibile influenza di Mosca anche sui processi elettorali.

Secondo Tajani, il problema non riguarda esclusivamente l’Italia, ma deve essere affrontato come una questione comune a tutta l’Unione europea. Il ministro considera possibile che vengano messi in atto tentativi di interferenza nei Paesi chiamati alle urne e ritiene quindi necessario intervenire prima che eventuali iniziative possano produrre conseguenze concrete.

Il tema si inserisce in una discussione europea più ampia sulla cosiddetta guerra ibrida, che comprende azioni cibernetiche, sabotaggi e altre iniziative potenzialmente dirette a destabilizzare o indebolire i Paesi che sostengono l’Ucraina.

L’Italia può diventare obiettivo della guerra ibrida

Tajani non ha escluso che anche il territorio italiano possa essere interessato da iniziative riconducibili a questo tipo di strategia.

“Non escludo mai nulla. Quando c’è un pericolo bisogna alzare la guardia per evitare che il pericolo diventi concreto”, ha affermato rispondendo alla domanda sulla possibilità che l’Italia possa diventare obiettivo di sabotaggi o altre operazioni ibride russe.

Il ministro ha ricordato che gli attacchi informatici attribuiti ad hacker russi sono già una realtà e continuano a verificarsi. L’Italia, in quanto Stato membro dell’Unione europea e Paese impegnato nel sostegno all’Ucraina, secondo Tajani può quindi essere interessata dalle stesse iniziative che riguardano altri partner europei.

L’obiettivo delle attività ibride, nella lettura indicata dal ministro, sarebbe quello di indebolire l’Europa e la sua capacità di sostenere Kiev.

Asset russi, l’Italia apre ma chiede certezze legali

Un secondo dossier affrontato a Wicklow riguarda gli asset russi congelati e la proposta sostenuta da alcuni Paesi europei di utilizzare queste risorse per contribuire al finanziamento dell’Ucraina.

La posizione italiana non è di contrarietà pregiudiziale. Tajani ha spiegato che Roma ha già espresso un assenso di principio, ma considera indispensabile verificare preventivamente la solidità giuridica dell’operazione.

La questione, secondo il ministro, non è quindi principalmente politica. Il punto decisivo riguarda la possibilità di intervenire sui beni congelati senza esporsi successivamente a conseguenze legali capaci di compromettere l’intera iniziativa.

Tajani ha ricordato che i danni provocati all’Ucraina dovranno essere risarciti dalla Russia, ma ha contemporaneamente richiamato la necessità di stabilire con certezza quali strumenti possano essere utilizzati nel rispetto delle norme.

Il timore di un possibile boomerang

La cautela italiana nasce proprio dalle conseguenze che un’operazione priva di solide basi giuridiche potrebbe determinare.

Secondo Tajani, procedere senza adeguate garanzie potrebbe trasformarsi in un “boomerang”, finendo per offrire un vantaggio politico alla Russia invece di rafforzare il sostegno all’Ucraina.

La valutazione dovrà coinvolgere i giuristi della Commissione europea e della Banca centrale europea, chiamati a esaminare la compatibilità dell’eventuale utilizzo degli asset con il quadro normativo.

La mancata decisione definitiva sul dossier, ha spiegato il ministro, deriva proprio dai dubbi legali ancora presenti e non da un’opposizione politica italiana all’impiego delle risorse.

Per Roma, dunque, l’eventuale utilizzo dei beni russi deve poggiare su una base giuridica sufficientemente robusta da resistere a possibili contestazioni.

Tajani interviene anche sul caso Vannacci

Nel corso del punto stampa è stato affrontato anche il caso del generale Roberto Vannacci, dopo un articolo del Financial Times nel quale viene descritto come un possibile “cavallo di Troia” della Russia.

Tajani ha mantenuto una posizione prudente, sottolineando la necessità che affermazioni di questa portata siano accompagnate da prove.

Il ministro ha osservato che il quotidiano britannico è libero di pubblicare le proprie valutazioni, ma ha richiamato l’esigenza di dimostrare quanto viene sostenuto, aggiungendo di augurarsi che l’ipotesi formulata nell’articolo sia falsa.

Wadephul: l’Europa deve restare unita

Alla ministeriale di Wicklow è intervenuto anche il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul, che ha commentato l’attacco ibrido contro l’aeroporto di Lipsia e la risposta adottata dalla Germania.

Secondo Wadephul, Mosca deve comprendere che la strategia fondata sull’impiego della forza militare e di strumenti ibridi non ha raggiunto gli obiettivi perseguiti.

Il ministro tedesco ha ribadito il proprio sostegno all’Ucraina e ha sottolineato la risposta ricevuta dagli altri partner dopo l’annuncio delle misure adottate dal governo di Berlino.

Per Wadephul, il segnale fondamentale da trasmettere alla Russia è quello di un’Europa unita di fronte alle iniziative aggressive, pur mantenendo contemporaneamente aperta la possibilità di un dialogo finalizzato alla ricerca di un accordo.

Berlino richiama il tema della difesa aerea ucraina

Il rappresentante del governo tedesco ha affrontato anche il dossier militare, con particolare riferimento alla necessità di rafforzare la capacità dell’Ucraina di difendersi dagli attacchi.

Wadephul ha indicato la presenza di riserve di armamenti ancora disponibili presso alcuni Stati membri, sostenendo la necessità di discuterne per aumentare la protezione contro missili balistici e droni.

Il tema della difesa aerea resta quindi uno dei dossier aperti nel confronto tra i governi europei, parallelamente alla discussione sulle sanzioni e sulle misure economiche da adottare nei confronti della Russia.

Kallas convoca il rappresentante russo presso l’Ue

Una posizione particolarmente netta è arrivata dall’Alta rappresentante dell’Unione europea per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas.

Commentando quanto avvenuto a Lipsia, Kallas ha sostenuto che i fatti presentano le caratteristiche del “terrorismo sponsorizzato dallo Stato” e ha confermato la convocazione del rappresentante russo presso l’Unione europea.

Analoghe iniziative sono state adottate da diversi Stati membri. La discussione tra i ministri europei riguarda ora le ulteriori misure che potrebbero essere messe in campo in risposta all’intensificazione delle attività attribuite alla Russia.

Secondo Kallas, è necessario coordinare la risposta europea e aumentare la pressione su Mosca con l’obiettivo di arrivare alla conclusione della guerra.

Gli attacchi ibridi entrano nel confronto sulle sanzioni

Per l’Alta rappresentante europea, gli episodi registrati in diversi Paesi rappresentano anche un segnale rivolto agli Stati che finora hanno mantenuto maggiori riserve sulla politica delle sanzioni.

Kallas ha sottolineato che, se l’obiettivo è porre fine alla guerra, gli Stati membri devono concentrare gli sforzi e mantenere una linea coordinata.

Il lavoro sulle nuove misure restrittive è ancora in corso. I governi hanno presentato ulteriori proposte, ma ogni intervento deve essere sottoposto a una verifica della sua validità giuridica prima di essere adottato.

La questione legale emerge quindi sia sul fronte delle nuove sanzioni contro Mosca sia su quello dell’eventuale utilizzo degli asset russi congelati.

Sicurezza europea e sostegno a Kiev al centro del vertice

La ministeriale di Wicklow ha così riunito diversi dossier strettamente collegati: la protezione dei processi elettorali, gli attacchi cibernetici, i sabotaggi, la difesa dell’Ucraina, le sanzioni e l’impiego delle risorse russe congelate.

Per l’Italia, la priorità indicata da Antonio Tajani è rafforzare preventivamente le difese contro possibili interferenze, senza escludere che anche il Paese possa essere destinatario di iniziative ibride.

Parallelamente, Roma mantiene un’apertura sull’utilizzo degli asset di Mosca per sostenere Kiev, subordinandola però a una verifica rigorosa della compatibilità giuridica.

La posizione espressa a Wicklow combina quindi prevenzione sul fronte della sicurezza, continuità nel sostegno all’Ucraina e cautela sugli strumenti finanziari, mentre l’Unione europea valuta nuove iniziative coordinate nei confronti della Russia.

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