Morti e feriti, indagini su attacchi e condanna internazionale
La Russia torna a denunciare un’ondata di attacchi con droni che hanno colpito la regione di Rostov, nel sud del Paese, provocando vittime e feriti. Secondo quanto comunicato dal governatore Yury Slyusar, tre persone hanno perso la vita e nove sono rimaste ferite in seguito a bombardamenti notturni che hanno interessato il porto di Rostov-on-Don e la città di Batysk.
Un drone ha centrato una nave cargo convertita in petroliera, causando la morte di due persone e il ferimento di altre tre. A Batysk, invece, due abitazioni sono state incendiate e una persona è deceduta, mentre sei sono rimaste ferite. Le autorità locali hanno parlato di un attacco coordinato che ha messo in allarme l’intera regione.
Il Ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver intercettato e distrutto 77 droni durante la notte, segnalando un’intensificazione delle operazioni militari. Parallelamente, l’Fsb ha riferito di aver sventato un presunto piano terroristico attribuito ai servizi segreti ucraini. L’agenzia ha annunciato l’arresto di una studentessa sedicenne trovata in possesso di uno zaino contenente un ordigno improvvisato da 10 chilogrammi di esplosivo, destinato a un edificio amministrativo di Volgodonsk.
Secondo l’Fsb, l’attacco avrebbe dovuto colpire un luogo affollato, ma l’intervento della polizia ha evitato conseguenze potenzialmente devastanti. L’episodio ha alimentato la narrativa russa che accusa Kiev di pianificare azioni terroristiche sul territorio della Federazione.
Anche l’Ucraina è stata bersaglio di bombardamenti con droni. A Zaporizhzhya, il governatore Ivan Fedorov ha riferito di almeno 32 feriti, tra cui cinque bambini, dopo che edifici residenziali, una scuola e un’azienda sono stati colpiti dalle forze russe. Le immagini diffuse mostrano palazzi sventrati e famiglie costrette a lasciare le proprie abitazioni.
Il conflitto continua a intrecciarsi con episodi giudiziari. La Procura generale russa ha annunciato la condanna a 13 anni di carcere per Hayden Davies, cittadino britannico accusato di aver combattuto come mercenario a fianco delle forze ucraine. La Corte Suprema di Donetsk, città sotto controllo russo, lo ha riconosciuto colpevole di partecipazione a un conflitto armato.
Gli attacchi di Rostov e Zaporizhzhya confermano l’escalation di violenza che segna la fine del 2025. La guerra dei droni, ormai parte integrante della strategia militare di entrambe le parti, sta moltiplicando i rischi per la popolazione civile. Le autorità russe parlano di terrorismo, mentre Kiev denuncia bombardamenti indiscriminati contro scuole e abitazioni.
La comunità internazionale osserva con crescente preoccupazione. L’uso massiccio di droni, la presenza di ordigni improvvisati e la condanna di cittadini stranieri evidenziano come il conflitto stia assumendo dimensioni sempre più complesse, con implicazioni politiche e umanitarie di vasta portata.
Il bilancio delle ultime ore, con morti, feriti e arresti, mostra ancora una volta quanto sia fragile la prospettiva di un cessate il fuoco. Rostov e Zaporizhzhya diventano simboli di una guerra che non conosce tregua, mentre le famiglie colpite cercano di sopravvivere tra macerie e paura.
Crc/Adnkronos)

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